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Economia vuol dire letteralmente “norma della casa”
è l'Arte, la capacità di “ben” amministrare le cose di casa, le “risorse” del luogo in cui si vive.
È quell'insieme di regole di cui si dotano i “cittadini” per il buon vivere sociale e l'equità dei rapporti interpersonali.
Queste norme fondamentali sono (state) scritte da esseri umani e come tali possono e devono poter essere modificate, corrette o sostituite se si scorge un'incongruenza, un difetto e ogni qualvolta soluzioni nuove risultano più giuste e eque per gli abitanti e armoniche con l'ambiente.
Il problema è che per forzatura, abitudine o per comodo si considerano queste “leggi domestiche” come leggi divine o di natura e quindi sostanzialmente immutabili.
La povertà mondiale, ad esempio, è un problema sociale conseguenza più di un difetto “tecnico” del paradigma ufficiale, ovvero di pessime “norme di casa” che conseguenza della sorte o del destino.
È proprio questo il primo punto da affrontare
Se per analogia considerassimo la biosfera come il nostro appartamento nel quale, per ignoranza o leggerezza, avessimo consentito di fumare in ogni stanza una volta riscontrata la puzza, i problemi respiratori, e le cicche spente in ogni dove sarebbe da stupidi non modificare quella norma originaria e quindi ridisegnare una nuova possibilità. Ognuno nel proprio appartamento affronterebbe il problema cercando di venirne a capo.
La stessa cosa vale per il nostro ecosistema messo in crisi da un “eco-nomia” vecchia e dimostratasi insensata e autodistruttiva.
Non dobbiamo fermare un terremoto, un'eruzione, un'inondazione o una tromba d'aria, eventi tremendi che sono però elementi integrati nella natura del pianeta si tratta invece di ridiscutere insieme e modificare l'architettura di codici umani su cui si innesta anche la nostra vita.
Lo possiamo fare partendo dalla nostra regione, un ambito ben definito così ricco di risorse e potenzialità lo possiamo fare con umiltà e determinazione riconsiderando gli strumenti economici di cui ci serviamo ancora adesso.


Il piano economico regionale da noi proposto si basa sui seguenti punti:

Adozione dei buoni locali di solidarietà (SCEC) sul nostro territorio, per incentivare gli scambi commerciali resi asfittici dalla cronica mancanza di denaro. L’obiettivo può essere facilmente raggiunto, partendo dalla considerazione più che vera, che il nostro territorio è ricco di risorse sia umane sia di beni e servizi, e che coinvolgendo sia le imprese che il privato cittadino, con il supporto delle istituzioni, è possibile rivitalizzare il commercio a partire dai seguenti punti:

1) Interventi strutturali sugli immobili con gravi deficienze di indice energetico, in modo da migliorarne le prestazioni, ciò porterebbe notevoli risparmio di combustibili fossili e conseguente minore inquinamento. Questo comparto potrebbe innescare una tale quantità di benefici, sia dal punto di vista occupazionale, che ambientale, non dimentichiamo i costi che la nostra società deve affrontare per le sempre più diffuse malattie del sistema respiratorio dovuto alla scarsa qualità dell’aria.

2) Rivalutazione dei terreni agricoli resi inutilizzabili dagli sversamenti di rifiuti tossici, utilizzando il 50% della loro superficie, per l’installazione di centrali fotovoltaiche, usufruendo degli incentivi messi a disposizione dal DL del 19 febbraio 2007, che praticamente renderebbe l’investimento a costo zero per la regione e per il comparto agricolo interessato, con una notevole fonte di reddito, tale da consentire anche la bonifica del restante 50% di superficie, nel quinquennio successivo, da destinare coltivazioni biologiche. Per poi riportare dopo il ventennio previsto dal conto energia, l’intera superficie alla sua destinazione originale. Anche qui nasceranno cooperative apposite, che realizzeranno gli impiantii e le bonifiche.

3) Cercare sinergie internazionali, per l’approvvigionamento dei combustibili necessari alla flotta di autobus per il trasporto regionale, imitando l’esperienza del comune di Londra, che ottenne uno sconto del 30% sul combustibile, in cambio di know -how con il Venezuela, e utilizzare questo risparmio per sostituire nel più breve tempo possibile, i vecchi ed inquinanti autobus, con vetture di nuova tecnologia a meno impatto ambientale

4) Togliere tutti i vincoli ostativi alla realizzazione di piccoli impianti fotovoltaici per auto produzione di energia elettrica.

5) Creazione di un fondo di garanzia regionale, per consentire a chi non ha sufficiente merito creditizio bancario, la realizzazione degli impianti fotovoltaici per auto produzione di energia elettrica , il fondo sarebbe garantito dalla cessione del credito degli utilizzatori che ne facessero richiesta, in modo da ridurre a zero il rischio d’insolvenza.

6) Creazione di una filiera agricola, con individuazione di terreni da destinare a cooperative agricole, che riforniranno negozi e attività di trasformazione dei loro prodotti, in modo da portare sulle tavole di tutti, prodotti di qualità biologica, ad un prezzo almeno uguale a quello della grande distribuzione. La filiera utilizzerà lo SCEC come valore aggiunto, che consentirà un ulteriore riduzione dei prezzi di almeno il 20%

7) Pacchetti turistici, ossia il coinvolgimento di strutture come B&B, alberghi, ristoranti, pizzerie, musei, e tutti quei soggetti che da questo comparto dipendono, i quali costruiranno degli appositi pacchetti turistici, da proporre alle agenzie di viaggio nel mondo, che offriranno dei prezzi molto competitivi, utilizzando gli scec, in pratica l’idea è di attirare sul nostro territorio un flusso turistico con prezzi convenienti e qualità dei servizi.

8) Progetto Tesla, ossia una cooperativa di realizzazione d’impianti fotovoltaici, utilizzando un azionariato popolare, che consentirebbe la produzione di energia elettrica a basso costo, con forte percentuale di SCEC, in pratica chi compra le azioni, si vedrà restituito il capitale rivalutato della svalutazione, più una quota di energia elettrica, i profitti prodotti dagli impianti saranno reinvestiti in nuovi impianti. Il ruolo della regione sarebbe quello di mettere a disposizione gratuitamente gli spazi non utilizzati per altri scopi

9) La regione potrebbe accettare una piccola quota di SCEC per pagamenti dovuti all’ente, in effetti nel mondo ci sono già state esperienze simili, con grandi vantaggi per le economie locali.

10) Ci sono una grande quantità di cittadini campani, ma non solo, che per vari motivi sono perseguitati da equitalia e da società di recupero crediti senza scrupoli, bene, nessun sviluppo è possibile se non si mette mano alla soluzione di questo gravoso problema. Noi proponiamo, una volta verificate che non vi sia volontà di frode da parte di queste persone, che questi debiti siano diluiti su un lunghissimo periodo e senza interessi, in modo da poter permettere di pagare rate sostenibili, senza mandare nella disperazione migliaia di famiglie, che comunque oggi sono impossibilitate a pagare, e che molto spesso possono trovarsi senza casa perchè vendute all'asta, o peggio ancora costrette a delinquere. Se una banca non incassa un credito, al sistema economico e alla banca non succede assolutamente nulla, se a un cittadino gli togliete la casa, o lo stipendio, per lui comincia una tragedia senza fine

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