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ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE  

Le competenze regionali in materia di istruzione e formazione professionale sono molto ampie. Dal momento che alla legislazione esclusiva dello Stato viene assegnata solo la definizione:

a.       dei livelli essenziali di prestazioni (LEP)

b.       delle norme generali sull’istruzione

c.       dei principi fondamentali,

compete alla Regione tutto ciò che riguarda la materia “istruzione” (senza ledere il principio dell’autonomia scolastica e rispettando i livelli essenziali di prestazioni stabiliti a livello centrale), “formazione professionale” e ogni aspetto non espressamente riservato alla legislazione dello Stato

 

Principi fondamentali

Il programma del Movimento nel settore istruzione considera i seguenti principi quali punti cardine:

1. La scuola è aperta a tutti senza distinzione di razza, religione, ceto sociale e cultura di provenienza. L'istruzione inferiore, impartita per almeno 10 anni, è obbligatoria e gratuita.

2. L’istruzione e la formazione sono libere e libera ne è la gestione.

3. La Regione, nel rispetto delle norme generali sull’istruzione dettate dallo Stato, gestisce le scuole statali per tutti gli ordini e gradi, e cura la programmazione e la realizzazione delle iniziative di formazione permanente dei propri cittadini.

4. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole, istituti di educazione e agenzie di formazione che diversifichino l'offerta sul territorio regionale, senza oneri per lo Stato (cfr. l'art. 33 della Costituzione della Repubblica Italiana).
 

ISTRUZIONE

Gli imperativi metodologici in questo ambito dovrebbero essere:

1.       far convergere gli sforzi e le risorse umane e materiali per restituire dignità, credibilità e solidità al servizio pubblico

2.       migliorare le forme di raccordo (continuità verticale) tra i diversi livelli di istruzione (dalla scuola dell’infanzia all’Università) e tra istituzioni scolastiche e risorse presenti sul territorio - enti, imprese, organizzazioni sociali, fondazioni, associazioni culturali, volontariato e privato sociale – (continuità orizzontale) per costruire un percorso educativo più coerente e garantire davvero a tutti pari opportunità

3.       garantire la trasparenza nei rapporti interistituzionali (tra istituzioni scolastiche autonome ed enti locali)

4.       perseguire la tracciabilità degli investimenti nell’istruzione (trasparenza del bilancio e provenienza dei fondi)

5.       garantire l’assenza di clientele per la gestione degli appalti pubblici (servizi nelle scuole come manutenzione degli edifici, refezione scolastica, assistentato specialistico per gli alunni diversamente abili) e sanzioni per i disservizi, fino alla revoca dell’appalto e alla cancellazione dai rispettivi “albi fornitori”

6.       ridurre fino all’eliminazione gli interventi di risposta all’emergenza e dare il via ad una programmazione partecipata e a lungo termine

7.       attribuzione di ruoli decisionali per competenza, trasparenza e garanzia della partecipazione. Ad esempio, gli assessori all’istruzione dovrebbero avere una conoscenza specifica dell’ambito, o garantire lo scambio, senza dispendio di risorse in sterili consulenze che a nulla di operativo approdano, con tecnici del campo. Inoltre, dovrebbero impegnarsi in una comunicazione continua con gli operatori della scuola (dirigenti, personale scolastico docente e non docente, operatori socio-assistenziali) e con l’utenza, per assicurare costruzione partecipata ed efficienza del servizio pubblico  

 

Qui di seguito si individuano alcuni ambiti di intervento cui fanno riferimento diverse proposte concrete prioritarie e fattibili presentate dai cittadini che hanno contribuito alla discussione e partecipato alla stesura del programma nel settore istruzione.

  

Sistema dell'istruzione e gestione dei finanziamenti 

Non dovrebbe essere consentito che i contributi statali (e dunque anche quelli dell’Ente Locale Regione) vadano alle scuole private. Tale pratica attuale, infatti, sancisce di fatto la negazione delle pari opportunità e indebolisce il principio della solidarietà sociale. In questo ambito rientrano, ad esempio, le convenzioni (e, dunque, finanziamenti) del Comune di Napoli (non vietate dalla Regione) alle Scuole private per l’attivazione dei “Semiconvitti”, servizi destinati alle famiglie in situazioni di disagio economico che consentono la permanenza a scuola dei bambini fino al pomeriggio. Sarebbe più opportuno utilizzare tali sussidi per le scuole pubbliche, per i servizi sociali del territorio (assolutamente inadeguati a gestire la domanda sociale di supporto) o per i progetti di “educativa territoriale”.

Occorrerebbe profondere maggior impegno per potenziare tutto il sistema dell'istruzione, dal "nido" all'Università. In particolare, ad esempio, far decollare finalmente in pianta stabile le “sezioni primavera”, previste dalla normativa vigente (a livello centrale), la cui piena realizzazione è demandata all’organizzazione degli enti locali e che, di fatto, allo stato attuale, non sono mai partite (almeno nella maggior parte degli istituti della Campania) (in questo caso, occorrerebbe una reale mappatura della diffusione sul territorio). Questi sforzi potrebbero garantire maggiore sostegno alle famiglie in cui lavorano entrambi i genitori (ed è quello che, d’altra parte, accade nei Paesi Europei più civili).

La Regione dovrebbe inoltre stanziare fondi per programmi di campi estivi per i bambini fino ai 16 anni poiché la chiusura delle scuole rappresenta un problema enorme per le famiglie in cui lavorano entrambi i genitori e i campi scuola organizzati da strutture private spesso sono carissimi e quindi accessibili solo a famiglie benestanti.

 

Tempo scuola e qualità del servizio

È necessario prevedere un ampliamento degli organici funzionali delle istituzioni scolastiche per favorire il tempo pieno nelle scuole. Aumentare il tempo di permanenza a scuola di bambini e adolescenti e la qualità di questo tempo può significare recuperarli dalla strada, sostenere le famiglie che non hanno soldi per iscrivere i loro figli a palestre e altri servizi, promuovere la cultura dell’integrazione interculturale e della tolleranza. Inoltre si favorisce l’autonomia dei ragazzi. Inutile dire che la fattibilità della proposta dipende dall’azzeramento dei fondi destinati alle scuole private e ad un uso più oculato di tasse regionali come l’addizionale regionale, etc.

 

Educazione degli adulti

Occorre rafforzare e rendere più capillare la presenza dei CTP (Centri Territoriali Permanenti) per l’educazione degli adulti, per il contrasto all’analfabetizzazione primaria e di ritorno (che porta solo ad incrementare l’adesione alla criminalità organizzata).

 

Edilizia scolastica e sicurezza 

Si rivela assolutamente prioritario procedere sistematicamente alla messa in sicurezza degli edifici scolastici. L’istituzione dell’anagrafe dell’edilizia scolastica, conditio sine qua non le regioni possono accedere ai fondi per le operazioni di messa in sicurezza scolastica, appare nella nostra regione, allo stato attuale, in stadio arretrato, con seri rischi che tali finanziamenti sfuggano al nostro accesso (cfr  il sito della Conferenza Unificata Stato-Regioni).

Il testo unico in materia di sicurezza attualmente vigente (D.Lgs. 106/09) prevede una serie di complessi adempimenti, anche a carico delle scuole, cui non è possibile aderire in mancanza di congrue assegnazioni finanziarie da parte dello Stato e degli Enti Locali. In quest'ottica, la Regione dovrebbe farsi promotrice della costituzione di Protocolli di Intesa, ad esempio con le Direzioni Sanitarie, che facilitino e alleggeriscano gli oneri delle scuole in materia di controlli e sorveglianza sanitaria, da un lato, e in materia di formazione del personale.

 

Razionalizzazione della rete scolastica

La questione del dimensionamento scolastico è naturalmente molto complessa ma potenzialmente gestibile se si tiene conto di almeno due aspetti:
1. le competenze regionali in materia non escludono, anzi, inglobano i passaggi istituzionali precedenti a cura delle municipalità e del Comune, da una parte (competente per le scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di I grado), e della Provincia, dall'altro (competente per le scuole secondarie di II grado). La regolamentazione efficace di tali passaggi, nella programmazione annuale del dimensionamento scolastico, gestita attraverso tavoli “reali” di concertazione e progettazione, consentirebbe di garantire una razionalizzazione della rete educativa che, basata oggi solo su considerazioni di natura numerica, potrebbe radicarsi, invece, su motivazioni legate alle esigenze e ai bisogni formativi dei vari territori, alle opportunità logistiche (evitando di sperperare soldi pubblici con la gestione dei "fitti passivi"), etc.;
2. occorre una definizione ad ampio raggio della razionalizzazione della rete scolastica che prenda in considerazione anche il raccordo con le altre iniziative di politica sociale dei vari territori (le educative territoriali, il terzo settore, i servizi socio-assistenziali e sanitari) e che, in questo senso, connoti una vera e propria “rete educativa”. Iniziative che considerino la realtà scolastica avulsa dalla realtà dei territori di riferimento è non solo un’eresia ma un’operazione altamente disfunzionale oltre che molto poco economica.

 

Disabilità, disagio sociale e integrazione

Bisogna garantire concretamente l’integrazione degli alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA): 1. stabilendo i criteri e le modalità per l’erogazione di contributi per la realizzazione di progetti a supporto e sostegno del percorso scolastico, formativo ed extrascolastico degli alunni con disturbi specifici di apprendimento (DSA), proposti da istituzioni scolastiche, enti, associazioni, cooperative o organismi operanti in ambito regionale su tali problematiche; 2. definendo bandi di concorso per la concessione di contributi alle famiglie di soggetti con DSA per l’acquisto di strumenti informatici; 3. migliorando la gestione dei progetti di istruzione domiciliare. Esistono nella città di Napoli buone pratiche in merito che evidenziano, ad esempio, il collegamento tra le competenze maturate dai centri di ricerca (Centro per l’Autonomia Ausilioteca Campana: CAAC), la formazione docente e il supporto della rete territoriale.

Un piano integrato di lotta al disagio sociale dovrebbe valorizzare e finanziare le iniziative delle istituzioni scolastiche, degli organismi di formazione professionale accreditati e degli enti del privato sociale a favore delle persone in stato di disagio. La regione dovrebbe effettivamente sostenere con propri finanziamenti progetti di continuità scolastica ed educativa fra scuola e ospedale; progetti di recupero scolastico, formativo e di orientamento di minori e adulti sottoposti a misure restrittive; progetti di recupero scolastico e di reinserimento in formazione di adolescenti con problemi di disagio; progetti di recupero scolastico e formativo e di orientamento per adulti inseriti in comunità per tossicodipendenti; progetti per il recupero scolastico e di reinserimento in formazione di minori ed adulti in situazione di handicap (in parte ciò è previsto già anche dal “Piano Sociale di Zona”, ma si tratta di realizzare quanto enunciato a parole).

 

Università e Diritto allo studio 

È necessario promuovere la realizzazione, il riequilibrio e l’ampliamento delle strutture atte a garantire il diritto allo studio universitario (modello regione Emilia-Romagna. link: http://crerbd.regione.emilia-romagna.it/stampa/stampepdf/leggiV/LR-ER-1996-50.pdf; http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/ERMES/Canali/istruzione/).

Si tratterebbe, ad esempio, di ridefinire il numero di alloggi studenteschi presso gli atenei in base alla richiesta in regione ed esterna e in base ai redditi dei richiedenti.

Inoltre, rispetto all'accoglienza degli studenti stranieri che grazie al progetto ERASMUS frequentano l'Università nella regione Campania, si potrebbe creare un punto online di riferimento in associazione con gli Atenei e le singole Facoltà, dove gli studenti possano ricevere aiuto rispetto alla ricerca di un alloggio o di altri servizi, dove si pubblicizzino abbonamenti per tutti i mezzi di trasporto, per cinema, teatri, musei, etc a bassissimo costo.

 

Fare rete tra agenzie formative del territorio  

Bisogna promuovere la valorizzazione delle autonomie scolastiche attraverso il coinvolgimento di scuole, enti territoriali, imprese, organizzazioni sociali, fondazioni, associazioni culturali, volontariato e privato sociale in progetti di collaborazione che mettano a disposizione del sistema scolastico le risorse presenti nel territorio sia per assicurare la fornitura dei servizi, sia per qualificare la didattica. Si rafforzerebbe in tal modo la possibilità delle Istituzioni Scolastiche di comunicare e rendere trasparenti i propri modi di funzionare, dando una sponda concreta alla partecipazione di famiglie e studenti alle scelte.

Allo stesso tempo, si potrebbe promuovere l'immagine delle scuole come riferimento di cultura e socializzazione. Utilizzare le scuole come spazi sociali per i giovani, le associazioni culturali e sociali attive sul territorio. Nelle scuole ci sono aule magne,sale teatro,laboratori multimediali, palestre. Si potrebbero creare convenzioni tra associazioni e scuole per rendere fruibili gli spazi della scuola anche nel tardo pomeriggio e per la sera. La proposta sarebbe sostenibile se gli straordinari per personale ATA e tecnici venissero finanziati attraverso una programmazione annuale di iniziative sociali e culturali da parte delle associazioni che stringono l'accordo con la scuola. In particolare si potrebbe tendere a costituire la palestra o le palestre di quartiere. Si tratterebbe di effettuare un monitoraggio delle Palestre scolastiche e di consentirne l'apertura anche per alcuni pomeriggi per far svolgere attività sportiva alle persone del quartiere, affidandole ad associazioni sportive con una sorta di convenzione dove loro hanno la responsabilità delle strutture e delle persone ma possono, con prezzi da concordare e ovviamente bassi, guadagnare insieme alla scuole, una sorte di INTRA MOENIA dello Sport.

In alternativa, si potrebbero destinare i fondi ricavati dalla "concessione" dei locali alle Associazioni private, fondi allo stato attuale introitati dai Comuni, al miglioramento delle strutture stesse, o garantendo servizi a vantaggio degli utenti della scuola (incluse le famiglie). In assenza di ciò, tali strutture rischiano solo una maggiore esposizione al degrado e gli istituti scolastici sarebbero sempre meno inclini a condividere con il territorio le risorse interne.

 

La connettività nel sistema dell'istruzione

In questo campo la regione dovrebbe:

1. promuovere una graduale ma completa digitalizzazione delle biblioteche con scansione digitale di tutti i testi e loro pubblicazione online.

2. facilitare l'accesso a Open Source collegate alla didattica.

 

FORMAZIONE PROFESSIONALE

La prima vera finalità della formazione professionale è quella di creare sviluppo territoriale implementando le competenze del lavoro e le capacità di innovazione nel capitale umano in fase di inserimento lavorativo. La Regione, deve svolgere un ruolo di "garante" del buon uso dei finanziamenti europei:
1)Un più accurato processo di controllo e verifica del reale partenariato tra centri di formazione ed aziende, enti ed associazioni partners nell'offerta di stages e tirocini. Spetta alla Regione di evitare il rischio di accordi virtuali.
2)E' necessaria una progettualità formativa di lunga durata. I corsi professionali non devono ridursi ai sei mesi di formazione-stage, ma inserirsi in un percorso più continuo di esperienza lavorativa tra fruitore del corso e azienda. Bisogna far stipulare degli accordi che superino il semplice momento di stage e sostenere una parte delle spese per un primo contratto professionale.
3)Rinnovare le figure professionali che sono attualmente oggetto dei fondi di formazione professionale della Regione. Finanziare ricerche capaci di individuare i reali bisogni professionali del territorio, in armonia con le specifiche differenze territoriali, individuando nella cittadinanza la vera "voce" capace di esprimere i reali bisogni di formazione.

La regione dovrebbe occuparsi di garantire servizi formativi e professionalizzanti legati al territorio e che non siano progetti estemporanei, ma la creazione di legami duraturi tra gli istituti secondari e gli atenei della regione e tra questi due e le aziende del territorio secondo meccanismi educativi e di competenza che leghino i giovani alla propria terra, agevolando le aziende che assumono giovani del luogo e gli studenti che non emigrano.
Si potrebbe, quindi, con l'intervento degli enti regionali, stilare delle liste di collaborazione tra aziende, scuole secondarie e atenei con relativi docenti di riferimento che aumenterebbero i punti fermi nella vita lavorativa e sociale dei giovani che si stanno formando.

 

meetupnapoli 936 - days ago 
digitalizzazione delle biblioteche: scansione digitale di tutti i testi (il conservatorio, ad esempio, ha documenti unici al mondo) e loro pubblicazione online: http://www.youtube.com/watch?v=hlOQuuLYavY
Luigi Gallo (Guest) (Guest) 931 - days ago 
Ecco una competenza della regione affermata da poco.


I rapporti fra Stato e Regione si sono giocati finora a suon di ricorsi alla Corte Costituzionale, di cui si è avuta l'ultima sentenza il 2 luglio 2009, con la quale le Regioni hanno avuto il riconoscimento delle proprie competenze in materia di dimensionamento della rete scolastica.


“Il punto”, come scrive Annamaria Poggi nell'acuto commento pubblicato sul sito ADi, “non è di poco conto, poiché è strettamente connesso alla distribuzione dell'organico nazionale tra le Regioni”, e “il venir meno del potere ministeriale obbligherà le Regioni ad assumersi la gravosa ma inevitabile responsabilità di ridefinire concordemente i criteri.(…) Non saranno più tollerabili le attuali situazioni di squilibrio che vedono rapporti numerici alunni-docenti assolutamente differenti a seconda della parte del territorio nazionale in cui ci si colloca”.
Francesca (Guest) 931 - days ago 
ATTENZIONE E ACCOGLIENZA AGLI STUDENTI ERASMUS: creare un punto online di riferimento in associazione con gli Atenei e le singole Facoltà, per tutti gli studenti stranieri Erasmus che vengono nella nostra regione, dove potere trovare aiuto nel trovare casa ed altri servizi, abbonamenti per tutti i servizi treni autobus metro etc gratuiti e abbonamenti per cinema teatri musei etc a bassissimo costo ( in Romania per es.costa 2 euro)
Luigi Gallo(Guest) (Guest) 926 - days ago 
Utilizzare le scuole come spazi sociali per i giovani, le associazioni culturali e sociali attive sul territorio.

Nelle scuole ci sono aule magne,sale teatro,laboratori multimediali, palestre.

Creare convenzioni tra associazioni e scuole per rendere fruibili gli spazi della scuola anche nel tardo pomeriggio e per la sera.

La proposta sarebbe sostenibile se gli strordinari per personale ATA e tecnici vengano pagate da una programmazione annuale di iniziative sociali e culturali da parte delle associazioni che stringono l'accordo con la scuola
Daniela (Guest) 921 - days ago 
Un piccolo contributo alla discussione. La questione del dimensionamento scolastico è naturalmente molto complessa ma potenzialmente gestibile se si tiene conto di almeno due aspetti:

1. le competenze regionali in materia non escludono, anzi, inglobano i passaggi istituzionali precedenti a cura delle municipalità e del Comune, da una parte (competente per le scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di I grado), e della Provincia, dall'altro (competente per le scuole secondarie di II grado). La regolamentazione efficace di tali passaggi, nella programmazione annuale del dimensionamento scolastico, gestita attraverso tavoli “reali” di concertazione e progettazione, consentirebbe di garantire una razionalizzazione della rete educativa che, basata oggi solo su considerazioni di natura numerica, potrebbe radicarsi, invece, su motivazioni legate alle esigenze e ai bisogni formativi dei vari territori, alle opportunità logistiche (evitando di sperperare soldi pubblici con la gestione dei "fitti passivi"), etc.;

2. occorre una definizione ad ampio raggio della razionalizzazione della rete scolastica che prenda in considerazione anche il raccordo con le altre iniziative di politica sociale dei vari territori (le educative territoriali, il terzo settore, i servizi socio-assistenziali e sanitari) e che, in questo senso, connoti una vera e propria “rete educativa”. Iniziative che considerino la realtà scolastica avulsa dalla realtà dei territori di riferimento è non solo un’eresia ma un’operazione altamente disfunzionale oltre che molto poco economica.
Francesca (Guest) 913 - days ago 
COSTITUIRE LA PALESTRA DI QUARTIERE: DANIELA IN QUALITA' DI PRESIDE DIMMI SE E' POSSIBILE? Fare uno monitoraggio delle Palestre scolastiche e consentire di tenerle aperte anche per alcuni pomeriggi per fare attività sportiva per le persone del quartiere, affidandole ad associazioni sportive con una sorta di convenzione dove loro hanno la responsabilità delle strutture e delle persone ma possono, con prezzi da concordare e ovviamente bassi, guadagnare insieme alla scuole, una SORTA DI INTRA MOENIA dello Sport
La regione dovrebbe occuparsi:

-di garantire servizi formativi e professionalizzanti legati al territorio e che non siano progetti estemporanei, ma la creazione di legami duraturi tra gli istituti secondari e gli atenei della regione e tra questi due e le aziende del territorio secondo meccanismi educativi e di competenza che leghino i giovani alla propria terra, agevolando le aziende che assumono giovani del luogo e gli studenti che non emigrano, penso che sia l'unico modo per mantenere giovani di qualità in campania e che la regione dovrebbe avere un ruolo centrale in tal senso

-di creare rapporti tra le infrastrutture sportive campane e le scuole in modo che lo sport tra le mura scolastiche non sia legato solo alla buona volontà dei docenti, valorizzando in regione manifestazioni come i giochi studenteschi che valorizzerebbero i giovani studenti sportivi campani

Si potrebbe quindi con l'intervento dgli enti regionali stilare delle delle liste di collaborazione tra aziende, scuole secondarie, atenei e impianti sportivi con relativi docenti di riferimento che aumenterebbero i punti fermi nella vita lavorativa e sociale dei giovani che si stanno formando

-stabilire sconti per i servizi culturali in tutti i cinema, teatri, musei e siti archeologici per gli studenti in modo che possano essere indotti ad aumentare il loro bagaglio culturale durante i loro studi

-ridefinire il numero di alloggi studenteschi presso gli atenei in base alla richiesta in regione ed esterna e in base ai reditti dei richiedenti
ABNormal (Guest) 901 - days ago 
tra i compiti della regione è la diffusione della cultura; abbiamo da recuperare un silenzio culturale sul bistrattato Regno delle Due Sicilie:
una nazione ricca, industriale, con una moneta tra le più forti in europa, tecnologicamente all'avanguardia in molti settori, con uno dei bilanci statali migliori d'Italia e una tassazione bassissima.

il recupero della dignità meridionale passa dalla rivalutazione della grandezza del suo passato.
propongo quindi che la regione favorisca lo studio della storia duosiciliana nelle scuole e la creazione di programmi televisivi per diffonderne la conoscenza presso i meridionali ignari e presso gli altri italiani che ci hanno sempre trattato, grazie alla retorisca risorgimentale, un popolo di serie B.
meetupnapoli 853 - days ago 
che sono le “sezioni primavera”? asili nido?
daniela.pes 853 - days ago 
In sostanza, sì. Nello specifico le "sezioni primavera" accolgono i bambini dai 24 ai 36 mesi (dunque subito prima dell'accesso alla Scuola dell'Infanzia) e sono attivate utilizzando contributi statali che sono poi gestiti da ciascun Ufficio Scolastico Regionale. L'istituto che ne fa richiesta deve presentare una serie di documenti, tra cui uno specifico progetto pedagogico di inserimento dei "piccolissimi" e deve rispondere ad una serie di requisiti che, anno per anno, vengono stabiliti nell'ambito della Conferenza Unificata Stato-Regioni.
meetupnapoli 853 - days ago 
grazie daniela, in questo caso faccio notare come anche gli asili per bambini in età pre-scolare sono, che io sappia, insufficenti rispetto al numero delle richieste.
Guest 853 - days ago 
E' verissimo, infatti uno degli obiettivi del MoVimento 5 stelle dovrebbe essere quello di potenziare tutto il sistema in modo da coprire tutte le fasce di età. Ancora una volta faccio riferimento al pubblico perchè (ahimè) i privati si stanno attrezzando. Addirittura anche per le scuole secondarie di I grado (ex medie). E io pago ....!
Francesca (Guest) 850 - days ago 
Sarebbe opportuno che tra i principi che ispirano il programma dell'istruzione è che la scuola come l'istruzione è aperta a tutti senza discriminazione di razza, religione e cultura, anzi che presenza di immigrati provenienti da più parti del mondo è un'opportunità culturale enorme.
Francesca (Guest) 850 - days ago 
La Regione dovrebbe provvedere a stanziare fondi per programmi di campi estivi per i bambini fino ai 13 anni poichè la chiusura delle scuole rappresenta un problema enorme per le famiglie in cui lavorano tutti e due i genitori e i campi scuola organizzati da strutture private spesso sono carissimi e quindi accessibili solo a famiglie benestanti
daniela.pes 848 - days ago 
Concordo con quanto affermato da Francesca e, anzi, lo proporrei come "incipit" del programma del Movimento nel settore istruzione: "1. La scuola è aperta a tutti senza distinzione di razza, religione, ceto sociale e cultura di provenienza. L'istruzione inferiore, impartita per almeno 10 anni, è obbligatoria e GRATUITA". 2. L’istruzione e la formazione sono libere e libera ne è la gestione. 3. La Regione, nel rispetto delle norme generali sull’istruzione dettate dallo Stato, gestisce le scuole statali per tutti gli ordini e gradi, e cura la programmazione e la realizzazione delle iniziative di formazione permanente dei propri cittadini. 4. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole, istituti di educazione e agenzie di formazione che diversifichino l'offerta sul territorio regionale, senza oneri per lo Stato.


Vi ricorda qualcosa? Si tratta di piccole riformulazioni degli artt. 33 e 34 della nostra Costituzione, un documento davvero molto desueto...
daniela.pes 848 - days ago 
L'iniziativa proposta da Francesca rispetto all'organizzazione delle attività estive per la fascia di età della scuola dell'obbligo (estenderei infatti la cosa fino ai 16 anni anzichè 13) va sicuramente inserita nella bozza del programma. Esso dovrebbe prevedere, infatti, oltre alla copertura del servizio di istruzione dai primissimi anni fino al termine dell'obbligo (almeno), quindi una copertura "verticale", anche una estensione del servizio di istruzione in senso "orizzontale", in grado di garantire di impegnare l'intero anno solare (e non solo quello scolastico).
Antonio Oliviero (Guest) 843 - days ago 
Credo ci siano delle estremizzazioni su alcuni punti che andrebbero equilibrati e mi riferisco alla proposta di divieto di contributi statali per le scuole private. Ebbene questa è una sciocchezza perchè ci sono tantissime scuole private di stampo cattolico che veramente offrono un servizio superiore a quello standard...quindi secondo me andrebbero rivisti certo gli accordi sui contributi ma non eliminati...mi sembra una proposta da Soviet Supremo. Un'altra sciocchezza che ho letto è sull'eliminazione dei libri.....d'accordo sulla gratuità dei libri scaricabili da Internet...ma non credete sia meglio rivedere i prezzi dei libri...e cioè imporre un prezzo ragionevole???
daniela.pes 843 - days ago 
Caro Antonio, leggendo il tuo commento capisco che bisogna chiarire che esiste una certa differenza tra il programma nazionale e quello regionale. In merito alla possibilità di eliminare totalmente i libri, infatti, pur essendo un punto inserito nel programma nazionale, in questo momento, tra le persone che più stanno riflettendo sul programma regionale nel settore istruzione, non abbiamo approfondito tale aspetto anche perchè, sottolineo, questa non è una competenza della regione.

Per quanto concerne la proposta di divieto di contributi statali alle scuole private, mi preme chiarire che, anche se ti sembra una proposta da "Soviet Supremo", essa costituisce un comma dell'art. 33 della nostra Costituzione (anch'essa decisa da un "Soviet Supremo"??!!) che, come già ho evidenziato in un precedente commento, testualmente recita "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole, istituti di educazione senza oneri per lo Stato". Senza nulla togliere alle iniziative del privato sociale che meritoriamente contribuiscono ad innalzare la qualità del nostro sistema istruzione, perchè, mentre si sottraggono indiscriminatamente risorse alla scuola pubblica, l'attuale finanziaria prevede criteri e stabilisce un "quantum" per sostenere le iniziative delle scuole private? Non credi che sia una iniziativa lontana, oltre che dai principi costituzionali sopra indicati, anche dal principio delle pari opportunità? Tale principio dovrebbe orientare le azioni governative a dare di più a chi ha di meno. Se la scuola pubblica si finanzia con le sole risorse dello Stato o degli Enti Locali, senza richiedere contributi alle famiglie, perchè le scuole private, già finanziate dalle famiglie, dovrebbero ulteriormente beneficiare di un sostegno pubblico?
meetupnapoli 842 - days ago 
@ antonio: ti andrebbe bene un'ipotesi del tipo: si ai finanziamenti alle scuole private, a prescindere dall'orientamento, purchè rinuncino alla contemporanea richiesta di soldi dalle famiglie?
perchè il problema è questo: ai privati gli si permette di prendere soldi dalle famiglie e dallo stato, e nelle scuole pubbliche, spolpate da questa politica, si arriva che i genitori devono portare carta igienica, pittare le pareti e anche portare lampadine nuove in caso se ne fulminino.
sono convinto che nessuna scuola privata accetterebbe di rinunciare alla retta dei genitori, e questo significa solo che questo doppio finanziamento concesso... ai preti, è stato solo un modo di spappolare la scuola pubblica e non di dare pari riconoscimento a tutte le scuole.
io non sono contrario alla nascita di scuole cattoliche, islamiche, buddiste, o maoiste... ma a queste debba essere impedita una posizione di vantaggio rispetto a quella laica di stato.

inoltre, per me, le scuole che chiedono soldi pubblici, devono rinunciare alle assunzioni dirette (che spesso si è solo un mercato nero. al ribasso, di posti ad amici di amici) e al lavoro precario, fenomeni TIPICI delle scuole private.
Luca (Guest) 792 - days ago 
Castellammare di Stabia è la città in cui vivo. Catellammare di Stabia è una città bellissima, piena di risorse, è un luogo nel quale gli antichi romani venivano a villeggiare, le acque di Catellammare sono conosciute a livello interazionale, ma il 90% si mischia con l'acqua di fogna xkè nessuno la utilizza. La mia città inoltre è in una posizione geografica stupenda, nella quale l'ambiente mesce la bellezza di Monte Faito con il fascino del mare, limitato ad essere foce del Sarno (il fiume più inquinato d'Europa). Da innumerevoli anni un arenile immenso giace inutilizzato, una spiaggia di dimensioni invidiabilissime, ridotta come una discarica nella quale ogni sorta di sporcizia vi si accumula. Catellammare era un cantiere navale fino a pochi mesi fa, nel quale venivano sapientemente costruite innumerevoli navi da crociera, adesso invece il cantiere è stato chiuso. Castellammare è una città che continua imperterrita a sfornare talenti nel mondo dello spettacolo ma si ostina a non avere un teatro comunale (magari intitolato al genio Raffaele Viviani).Catellammare possiede scavi archeologici che non hanno nulla da invidiare a Pompei, ma nessun turista ne è a conoscenza. Castellammare è una città nella quale spesso si spara. A Castellammare spesso votano anche i morti. A castellammare ci sono innuimerevoli strutture che potrebbero essere funzionali, ma si preferisce assistere al loro abbandono. Castellammare ha bisogno di aiuto. Catellammare in questi giorni è più inquinata del solito dai volantini e manifesti che ritraggono moltissimi volti ma pochissime idee.
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