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PIANO ENERGETICO AMBIENTALE REGIONALE DEL MOVIMENTO CAMPANO

Con il presente studio Il Movimento campano approccia la stesura delle linee guida di un ipotetico Piano Energetico Ambientale Regionale ,”con l’esclusione dei trasporti e mobilità”.
In comparazione e contro analisi al PEAR approvato dalla Regione Campania nel Marzo 2009, il nostro studio si pone l’obiettivo di un progetto atto alla produzione di energia elettrica nell’assoluto rispetto ambientale, senza alcun ricorso a combustibile di qualsiasi natura, ripromettendosi tra l‘altro, in tempi brevi, la dismissione e lo smantellamento di tutti gli impianti convenzionali altamente inquinanti, basati sulla combustione di risorse preziose e riutilizzabili. Tutto ciò, con l’obiettivo, di coprire in toto il proprio fabbisogno, nel massimo rispetto del trattato di KYOTO.

SOMMARIO

Obiettivi.
Fonti tradizionali
- Parco idroelettrico
- Parco Termoelettrico
- Il termo distruttore
Biomasse
- Considerazioni:
- La filiera ligneo-cellulosica
- La filiera del biogas
Sviluppo delle fonti rinnovabili
- Azioni: Promuovere e divulgare presso i Comuni e i Cittadini, (dare credito al Conto Energia).
- Fotovoltaico
- Eolico
- La geotermia
Progetto TESLA
- Pubblicizzazione presso i comuni del progetto TESLA



Obiettivi

Per l’attuazione di tale studio, saranno prese in considerazione tutte le risorse e le energie ”REALMENTE” naturali, e rinnovabili di cui largamente disponiamo sul territorio Regionale, escludendo totalmente le cosiddette “ASSIMILABILI”, tenendo conto degli impianti convenzionali, e non, già esistenti e funzionanti , sospendendo, la realizzazione di qualsiasi impianto, già approvato, o già finanziato, ad esclusione degli impianti fotovoltaici, solari, o microeolici. Ci si oppone all’idea del PEAR Regionale di rimboschimento a fine utilizzo nella filiera ligneo -cellulosica.
Si promuoveranno le ricerche per lo sviluppo delle energie rinnovabili ad emissioni zero, da indirizzare anche alla risoluzione dei trasporti e della mobilità.


Fonti tradizionali


PARCO IDROELETTRICO
Ad un’analisi del parco di produzione installato in Campania al 31 dicembre 2007, si registrano un totale di 28 impianti idroelettrici con una produzione di 1.315 MW.
In dettaglio, per quanto riguarda l’idroelettrico, sono presenti tutte le tipologie di impianto: ad acqua fluente (83,1 MW), a bacino (94,4 MW), a serbatoio (41,6 MW) e di pompaggio (complessivamente 1.096,3 MW tra pompaggio puro e pompaggio misto).
Proponiamo una messa in efficienza con manutenzione degli impianti esistenti.
http://files.meetup.com/206790/SCHEMA%20E%20PRINCIPIO%20DI%20FUNZIONAMENTO%20DELLA%20CENTRALE%20IDROELETTRICA.doc

PARCO TERMOELETTRICO
Già tra il 2006/7 sono state inaugurate nella sola provincia di Caserta, due megacentrali a gas per un totale di 1.200 MW, ed altre già autorizzate a Salerno da 800 MW, ad Orta di Atella altri 800 MW, a Napoli est per 400 MW, Flumeri Avellino da 400 MW, Nola (NA) da 107 MW, questo porterà la regione ad essere succube energeticamente del gas per di più proveniente da paesi oggi caratterizzati da forti instabilità politiche che come ricordiamo hanno già chiuso o minacciato di chiudere i rubinetti. Oltre ad essere altamente inquinanti e per di più pericolose.
Proponiamo la progressiva dismissione degli impianti e di non realizzarne alcuno.
www.files.meetup.com/206790/schema%20E%20PRINCIPIO%20di%20FUNZIONAMENTO%20della%20CENTRALE%termoelettric.doc

TERMODISTRUTTORE

Acerra (NA) - 600.000 tonnellate/anno, terminato al 06/2009 ( NON ANCORA A REGIME.)
Altamente nocivo costruito in zona già altamente inquinata: da dismettere, e da riutilizzare quale monumento all’idiozia umana e alla sudditanza assistenzialistica collusiva dell’attuale classa politica italiana

Altro obiettivo dell’attuale PEAR è la realizzazione di:
Salerno (SA) - 450.000 tonnellate/anno
Caserta (CE ) Santa Maria la Fossa
Napoli (NA) Ponticelli
Termovalorizzazione ecoballe – non localizzato e non definito (Giugliano) per un totale MW. 310 entro il 2013.
Per fare della Campania il forno d’Italia e che non saranno mai realizzati.
www.files.meetup.com/206790/schema%20di%20funzionamento%20incenerotori.doc


Biomasse

 Altro obiettivo dell’attuale PEAR della Regione Campania e’quello di sviluppare le “potenzialità” agro-energetiche delle BIOMASSE derivate dai residui inutilizzati dall’agricoltura (cosiddette di ‘seconda generazione’ come le biomasse generate da scarti e/o sottoprodotti di origine agricola, agroindustriale ed agroforestale,ecc.).
A questo si unisce anche la richiesta di valorizzare le aree dove non sussistono attualmente le condizioni agro-ambientali per le coltivazioni (aree interessate dal cuneo salino o con status ambientale alterato) e le aree a rischio di marginalità (aree a rischio idrogeologico, abbandono colturale) per essere dedicate temporaneamente a colture energetiche.
Riteniamo altamente rischioso in un programma di recupero delle aree da bonificare all’agro-alimentare porsi obiettivi poco trasparenti di riconversione.
Proponiamo che vadano valutati con estrema attenzione le modalità di trattamento, bonifica e solo in ultima analisi di eventuale riconversione delle aree.

L’utilizzo energetico di materiali che, se non correttamente smaltiti, avrebbero conseguenze negative per l’ambiente (come le deiezioni animali Secondo la definizione data dalla normativa vigente le biomasse sono rappresentate da “la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani ”I comparti agricolo, forestale ed agroindustriale del territorio regionale possono fornire biomassa per sostenere due tipologie di filiera agro-energetica: quella della biomassa destinata alla produzione di biogas attraverso digestione anaerobica e quella della biomassa ligneo - cellulosica finalizzata alla combustione. In particolare per la produzione di biogas i residui provenienti dall’agricoltura possono essere rappresentati da:
▫ deiezioni animali: letame, liquame di allevamenti zootecnici (bovini bufalini, suini etc, );
▫ scarti vegetali: residui inutilizzati degli insilati, scarti ortofrutticoli, etc.;
▫ residui agroindustriali: residui della lavorazione del settore lattiero caseario (siero), della trasformazione del pomodoro (buccette), sanse etc.;

Mentre per la filiera della biomassa ligneo - cellulosica i materiali utilizzabili provengono in genere da:
▫ biomassa derivante dalla gestione dei boschi di proprietà pubblica e privata (ramaglia di cedui e fustaie);
▫ biomassa derivata da foreste a breve rotazione e da colture dedicate;
▫ residui delle industrie agroalimentari e/o della lavorazione del legno;
▫ biomassa da potature di imprese agricole o verde pubblico (ad es. potature di viti ed altri sottoprodotti colturali erbacei ed arborei.) - parte organica della RU.


CONSIDERAZIONI:
La filiera ligneo-cellulosica
Proponiamo di non realizzare gli impianti che utilizzano biomasse (nella filiera ligneo-cellulosica.)
Non sono compatibili con uno sviluppo sostenibile per la Campania e il suo territorio. In Campania è forte e urgente l’esigenza di innalzare il livello di sostanza organica dei terreni, e quindi della fertilità per garantire un futuro, è necessario che il piano, vada nella direzione di privilegiare impianti che recuperino la frazione organica, per trasformarla in ammendante o fertilizzante. Ciò significa escludere alternative che, pur sembrando, compatibili sul piano ambientale, di fatto, contribuirebbero ad accelerare i fenomeni di degradazione e desertificazione.
Considerando l’alto stato di inquinamento in cui versano i territori Campani, e i processi di desertificazione in atto, non si può prescindere dal tener presente del fabbisogno di sostanza organica per il reintegro della fertilità perduta nei terreni agricoli regionali. Quindi non bisogna considerare la frazione organica unicamente come biomassa, cioè come una potenziale risorsa energetica sostitutiva dei combustibili fossili. L’Uomo si è evoluto non è rimasto all’era del fuoco! recentemente si è conseguita una valutazione scientifica approfondita in cui il ruolo della sostanza organica nel suolo è considerato un fattore di rilievo nella strategia complessiva di lotta al cambiamento climatico e alla desertificazione. La fertilizzazione dei suoli con la sostanza organica potrebbe facilitare la sottrazione di anidride carbonica dall’atmosfera, fissando il carbonio nel terreno. Un aumento dello 0,15% del carbonio organico nei suoli arabili Italiani potrebbe fissare nel suolo la stessa quantità di carbonio che oggi è rilasciata in atmosfera a causa dell’uso di combustibili fossili.
Recenti conferenze sul cambiamento climatico di Bonn e di Marrakech hanno sottolineato l’importanza del contributo dell’arricchimento ( o impoverimento) di sostanza organica nel suolo, al fine di impostare politiche di promozione delle pratiche di fertilizzazione organica e di recupero delle biomasse mediante compostaggio. Oltre all’effetto diretto sul “sequestro” di carbonio nel suolo, la fertilizzazione organica consente di sostituire almeno parzialmente la concimazione chimica (evitando il consumo di combustibili fossili per la loro produzione e lo sviluppo di altri gas serra, come il N2O, in conseguenza della loro applicazione); di migliorare la lavorabilità del suolo (risparmiando energia nelle lavorazioni principali e complementari); di migliorare la ritenzione idrica (diminuendo la richiesta di energia per l’irrigazione); di diminuire l’erosione e la conseguente mineralizzazione intensiva di sostanza organica negli strati superficiali ( che determinerebbe un ulteriore trasferimento di anidride carbonica nell’atmosfera nel bilancio complessivo). ( liberamente tratto da ”indicatori per una pianificazione territoriale ecosostenibile” di Giuseppe Messina)
www.files.meetup.com/206790/filiera%20biocombustibili%20SOLIDI.com

La filiera del biogas
Il processo di digestione anaerobica delle biomasse consiste in una serie di reazioni.
biochimiche di demolizione della materia organica in sostanze gassose semplici, dalla quale si produce una miscela gassosa combustibile, appunto biogas, costituita essenzialmente da anidride. carbonica e metano (40 ÷70%). In realtà, il biogas rappresenta il prodotto intermedio della filiera. destinabile a vari usi finali previo trattamento di depurazione. L’utilizzazione più frequente è la trasformazione in elettricità e calore (cogenerazione), mentre ancora poco diffusa è la produzione. combinata di elettricità, calore e freddo (trigenerazione)Il quantitativo di biomassa di origine animale rilevato sul territorio regionale, comprendendo in tale definizione sia gli effluenti zootecnici che il siero residuo della lavorazione del settore caseario, per le sue caratteristiche chimico-fisiche e per la sua disponibilità rappresenta il substrato“tipo” per avviare il processo di aggregazione di una potenziale filiera del biogas. Il potenziale disponibile stimato in relazione all’impiego della sola biomassa di origine animale, al netto delle utilizzazioni agronomiche risulta pari a circa 20 MWe, e a oltre 21 MWt con una producibilità di circa 150.000 MWh/anno. Questo biogas sarà utilizzato dalle centrali site nella provincia di Caserta diminuendone cosi la sudditanza dal gas importato.
www.files.meetup.com/206790/SCHEMA%20filiera%20BIOGAS.DOC


Sviluppo delle fonti rinnovabili
Gli scenari tendenziali elaborati da ENEA, in alcuni casi, prevedono un incremento della produzione elettrica da fonte rinnovabile inferiore rispetto a quella che si ritiene oggettivamente conseguibile in Campania.
Viceversa, lo scenario ENEA appare leggermente ottimistico, in particolare nel breve termine (anno 2013) per quanto concerne lo sviluppo del solare termodinamico.
Gli scenari presentati si basano, per quanto riguarda lo sviluppo delle fonti rinnovabili nel settore elettrico, sulle ipotesi dello scenario attuale che vede il fotovoltaico con soli 1.5w per abitante con una previsione di sviluppo fino al 2020 pari a soli 150 MW.

E’ opportuno precisare che, per quanto riguarda le fonti rinnovabili, le ipotesi corrispondono ad obiettivi minimi, che, in caso di evoluzione del mercato e/o delle tecnologie particolarmente favorevoli, e dei fondi del “conto energia” che se ben pubblicizzati ed utilizzati, potrebbero sicuramente essere superati, in particolare nel caso del solare (sia termodinamico che fotovoltaico).
Azioni:
Promuovere e divulgare presso i Comuni e i Cittadini, (dare credito al Conto Energia).
Produrre energia da fonti rinnovabili, sole e/o vento, è il futuro.

Lo Stato, per adempiere alle disposizioni di Kyoto con il decreto del 19 febbraio 2007, denominato “Conto Energia”, utilizza i CIP 6 , una tassa del 7% che tutti paghiamo sulla bolletta Enel, voce A3, per finanziare con contributo chi realizza impianti da energie rinnovabili.
I contributi di “conto energia” vengono erogati per 20 anni, a secondo del tipo e della dimensione dell’impianto realizzato.
A sua volta l’ energia prodotta può essere utilizzata in auto consumo o venduta sul mercato dell’energia elettrica, quindi doppio guadagno: incentivi (per 20 anni) +auto -consumo o vendita ( oltre 40 anni.)

IL FOTOVOLTAICO
Il fotovoltaico è un settore di sicuro sviluppo che va però sostenuto ed incentivato, soprattutto per le piccole utenze che si sviluppino su strutture architettoniche esistenti, i mega impianti che tendono ad occupare suolo libero, in parte anche agricolo, vanno con fermezza limitati ed ostacolati.
Il futuro del fotovoltaico è ricco di buoni auspici, allo studio è un prodotto al mirtillo che funzionerà per fotosintesi clorofilliana, capace di produrre energia con la sola presenza della luce e non per solo irraggiamento; sono inoltre allo studio sistemi di captazione solare a minor impatto ambientale; i costi di produzione sono destinati a calare progressivamente nel tempo, in rapporto inversamente proporzionale alla diffusione del prodotto. Auspichiamo al giorno in cui la realizzazione degli impianti sarà ritenuta conveniente ed approcciabile anche senza gli incentivi statali.
Proponiamo di sostenere e diffondere il fotovoltaico, nella ricerca e nella sperimentazione, favorendo i piccoli impianti domestici, limitando la diffusione dei mega impianti industriali sul suolo libero.
www.files.meetup.com/206790/impianti%20fotovoltaico%20connessi%20alla%20rete%20elettrica.doc


L’EOLICO
Rispetto all’energia eolica la Campania è tra le regioni che ha investito maggiormente in questa fonte, ad oggi si contano circa 400 MW. già istallati, con una previsione di sviluppo fino al 2020 pari a 2458 MW.
A oggi, i 39 impianti eolici insieme ai 149 fotovoltaici,raggiungono i 464,8 MW.
Proponiamo anche in questo caso di sostenere e diffondere il microeolico a dimensione domestica contro il proliferare massiccio ed altamente impattante dei mega campi eolici la cui realizzazione va valutata razionalizzata e controllata sul tutto il territorio regionale con opportunità
www.files.meetup.com/206790/SCHEMA%20e%principio%20di%20funzionamento%2odi%2duna%20centrale%eolica.doc

LA GEOTERMIA
La Banca dei Dati Geotermici per la Campania ci dice che la nostra regione è caratterizza dalla presenza di vulcani recenti e attivi e da numerose manifestazioni termali, e che assieme alla Toscana ed al Lazio è una delle regioni italiane più importanti dal punto di vista geotermico.
La ricerca geotermica in Campania inizia negli anni ’50, nella zona dei Campi Flegrei e nell’Isola d’Ischia; negli anni successivi l’AGIP e l’ENEL svolgono ricerche prevalentemente indirizzate all’utilizzo elettrico in Campania individuando l’area di Mofete (NA) ad alta entalpia.
La Banca Dati Geotermici riporta per la Regione Campania 98 pozzi e 56 sorgenti.
Proponiamo, data la disponibilità naturale della fonte geotermica nella nostra regione, in specie nei Campi Flegrei,di improntare studi atti ad individuare l’opportunità di realizzare centrali geotermiche nelle zone atte a riceverla e di promuovere e sovvenzionare anche impianti privati e per singole utenze.
www.files.meetup.com/206790/la%20MAPPA%20delle%aree%20di%interesse%20geotermico%20in%Campania.doc

Progetto TESLA

Pubblicizzazione presso i comuni del progetto TESLA
Il progetto TESLA si ripropone la realizzazione di centrali elettriche con pannelli fotovoltaici, attraverso un progetto di AZIONARIATO POPOLARE, per la distribuzione di energia elettrica a basso costo, in euro e Scec (vedi Associazione Masaniello)
Missione:
Il progetto si propone di realizzare impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in particolare da impianti fotovoltaici, senza escludere altre fonti in armonia con le leggi della natura.
Prodotti:
Conto Energia.
Il progetto TESLA , energia rinnovabile e democratica a basso costo
1) Disponibilità di spazi di proprietà regionale, comunale, come i tetti sparsi in tutte le città, per costruire gli impianti.
2) L’energia prodotta a basso costo, e remunerata anche con gli scec, sarà data alle famiglie meno abbienti, che potranno risparmiare il 50% sull’energia elettrica, una sorta di walfare comunale a costo zero per il comune.
3) La regione o i comuni potrebbero entrare con piccole somme nell’azionariato popolare del progetto Tesla, diventarne investitori, alla pari dei privati cittadini (consultare il progetto qui . Il che vorrebbe dire investimento produttivo delle risorse dei contribuenti e utilizzo di fondi europei, con rientro del capitale investito in pochi anni, guadagni garantiti per il comune per almeno 13/14 anni, in rapporto alla cifra investita, che vi ricordo servirà a costruire impianti fotovoltaici senza scopo di lucro, per distribuire energia elettrica a basso costo grazie agli scec, e creare nuovi posti di lavoro.
4) Le somme percepite dalla regione, comune,e cittadini, grazie all’investimento sul fotovoltaico, potrebbero essere rinvestite, per creare altri impianti, si innescherebbe un processo molto virtuoso.
La cooperativa non avrà scopo di lucro, creerà occasioni di lavoro per i disoccupati, non produrrà profitto ma felicità, noi non entriamo nel PIL ma nel FIL, Felicità Interna Lorda!

A tutti quelli che vorranno lavorare nel progetto saranno richiesti i seguenti requisiti:
Sorrisi
Stati d’animo positivi
Purtroppo su questo non faremo sconti


Risposte ai commenti: 
@giacomo faiella
Il nostro NO secco alla costruzione di centrali nucleari si riferisce alle tecnologie attualmente disponibili. Al contrario, non ci opponiamo alla ricerca scientifica in genere né allo studio sulle reazioni nucleari ultrasoniche da te citato. Non saprei dire se è giunto il momento di sostenere con particolare determinazione questa specifica ricerca, ma direi che il problema non si pone perché già sembra sostienerla la Camera. Grazie. Quilo.



giovanni masullo (Guest) 936 - days ago 
non fare pagare l'iva su tutti i prodotti che fanno risparmiare sulla produzione di CO2 (lampade etc )

verifica che gli energy manager siano in grado di fare il mestiere tramite esami sul loro lavoro fatto da comitati scientifici extraregionali
Guest gianni76 (Guest) 935 - days ago 
Far partire definitivamerte l'energia alternativa pannelli fotovoltaici su tutte le scuole e edifici publici con inpianti a lece led.
Luigi Gallo(Guest) (Guest) 927 - days ago 
Obbligare che tutti gli interventi di riqualificazione urbana o di ristrutturazione delle case prevedano in modo obbligatorio lo sviluppo di interventi di risparmio energetico e di energia alternativa. Individuare una task force che verifichi l'attuazione di queste regole e commissioni multe per gli inadempienti.
Marco Savarese (Guest) 922 - days ago 
Interventi di riqualificazione energetica di tutti gli edifici di proprietà della Regione.
Prima di installare pannelli fotovoltaici è indispensabile intervenire sugli sprechi a cura delle ESCO (energy saving company) che effettuano gli investimenti a costo zero e si ripagano con il risparmio ottenuto
Promuovere un programma di facilitazioni per il solare sui condomini. Magari utilizzando la formula del comodato d'uso per l'utilizzo dei lastrici condominiali per imprese che vogliano investire nel fotovoltaico.
-Provvedere a isolare termicamente gli edifici pubblici e facilitare fiscalmente l'isolamento nei condomini e le imprese che se ne occupano

-Agevolazione per la costruzione di abitazioni classe A e divieto di costruire abitazioni al di sotto della classe C come avviene nella provincia di bolzano

-Costruzione di centrali di teleriscaldamento alimentate a biomassa in modo da avere maggiori controlli sulle emissioni di polveri sottili e sfruttamento energetico dei rifiuti come avviene in altre regioni italiane e europee

-Modifica di tutti gli impianti di illuminazione centralizzata negli edifici pubblici
paolanugnes 889 - days ago 
PEAR

PIANO ENERGETICO AMBIENTALE REGIONALE DEL MOVIMENTO CAMPANO

Con il presente studio Il Movimento campano approccia la stesura delle linee guida di un ipotetico Piano Energetico Ambientale Regionale ,”con l’esclusione dei trasporti e mobilità”.

In comparazione e contro analisi al PEAR approvato dalla Regione Campania nel Marzo 2009, il nostro studio si pone l’obbiettivo di un progetto atto alla produzione di energia elettrica nell’assoluto rispetto ambientale, senza alcun ricorso a combustibile di qualsiasi natura, ripromettendosi tra l ‘altro, in tempi brevi, la dismissione e lo smantellamento di tutti gli impianti convenzionali altamente inquinanti, basati sulla combustione di risorse preziose e riutilizzabili. Tutto ciò, con l’obbiettivo, di coprire in toto il proprio fabbisogno, nel massimo rispetto del trattato di KYOTO.




SOMMARIO


• Obbiettivi.

• Fonti tradizionali

- Parco idroelettrico

- Parco Termoelettrico

- Il termo distruttore

• Biomasse

- Considerazioni:

- La filiera ligneo- cellulosica

- La filiera del biogas

• Sviluppo delle fonti rinnovabili

- Azioni: Promuovere e divulgare

presso i Comuni e i Cittadini, (dare credito al Conto Energia).

- Fotovoltaico

- Eolico

- La geotermia

• Progetto TESLA

- Pubblicizzazione presso i comuni del progetto TESLA





Obbiettivi

Per l’attuazione di tale studio, saranno prese in considerazione tutte le risorse e le energie ”REALMENTE” naturali, e rinnovabili di cui largamente disponiamo sul territorio Regionale, escludendo totalmente le cosiddette “ASSIMILABILI”, tenendo conto degli impianti convenzionali, e non, già esistenti e funzionanti , sospendendo, la realizzazione di qualsiasi impianto, già approvato, o già finanziato, ad esclusione degli impianti fotovoltaici, solari, o microeolici. Ci si oppone all’idea del PEAR Regionale di rimboschimento a fine utilizzo nella filiera ligneo -cellulosica.

Si promuoveranno le ricerche per lo sviluppo delle energie rinnovabili ad emissioni zero, da indirizzare anche alla risoluzione dei trasporti e della mobilità.


Fonti tradizionali


PARCO IDROELETTRICO


Ad un’analisi del parco di produzione installato in Campania al 31 dicembre 2007, si registrano un totale di 28 impianti idroelettrici con una produzione di 1.315 MW.

In dettaglio, per quanto riguarda l’idroelettrico, sono presenti tutte le tipologie di impianto:

ad acqua fluente (83,1 MW), a bacino (94,4 MW), a serbatoio (41,6 MW) e di pompaggio

(complessivamente 1.096,3 MW tra pompaggio puro e pompaggio misto).

Proponiamo una messa in efficienza con manutenzione degli impianti esistenti.

http://files.meetup.com/206790/SCHEMA%20E%20PRINCIPIO%20DI%20FUNZIONAMENTO%20DELLA%20CENTRALE%20IDROELETTRICA.doc



PARCO TERMOELETTRICO


Già tra il 2006/7 sono state inaugurate nella sola provincia di Caserta, due megacentrali a gas per un totale di 1.200 MW, ed altre già autorizzate a Salerno da 800 MW, ad Orta di Atella altri 800 MW, a Napoli est per 400 MW, Flumeri Avellino da 400 MW, Nola (NA) da 107 MW, questo porterà la regione ad essere succube energeticamente del gas per di più proveniente da paesi oggi caratterizzati da forti instabilità politiche che come ricordiamo hanno già chiuso o minacciato di chiudere i rubinetti. Oltre ad essere altamente inquinanti e per di più pericolose.

Proponiamo la progressiva dismissione degli impianti e di non realizzarne alcuno.

www.files.meetup.com/206790/schema%20E%20PRINCIPIO%20di%20FUNZIONAMENTO%20della%20CENTRALE%termoelettric.doc



Il termo distruttore

Acerra (NA)

600.000 tonnellate/anno

terminato al 06/2009 ( NON ANCORA A REGIME.)

Altamente nocivo costruito in zona già altamente inquinata: da dismettere, e da riutilizzare quale monumento all’idiozia umana e alla sudditanza assistenzialistica collusiva dell’attuale classa politica italiana

Altro obiettivo dell’attuale PEAR è la realizzazione di:

Salerno (SA)

450.000 tonnellate/anno

Caserta (CE ) Santa Maria la Fossa

Napoli (NA) Ponticelli

Termovalorizzazione eco

balle – non localizzato e

non defi nito ( Giugliano ) Per un totale MW. 310 entro il 2013.

Per fare della Campania il forno d’Italia e che non saranno mai realizzati.

www.files.meetup.com/206790/schema%20di%20funzionamento%20incenerotori.doc




BIOMASSE


Altro obbiettivo dell’attuale PEAR della Regione Campania e’quello di sviluppare le “potenzialità” agro-energetiche delle BIOMASSE derivate dai residui inutilizzati dall’agricoltura (cosiddette di ‘seconda generazione’ come le biomasse generate da scarti e/o sottoprodotti di origine agricola, agroindustriale ed agroforestale,ecc.). A questo si unisce anche la richiesta di valorizzare le aree dove non sussistono attualmente le condizioni agro-ambientali per le coltivazioni (aree interessate dal cuneo salino o con status ambientale alterato) e le aree a rischio di marginalità (aree a rischio idrogeologico, abbandono colturale) per essere dedicate temporaneamente a colture energetiche.

Riteniamo altamente rischioso in un programma di recupero delle aree da bonificare all’agro-alimentare porsi obbiettivi poco trasparenti di riconversione.

Proponiamo che vadano valutati con estrema attenzione le modalità di trattamento, bonifica e solo in ultima analisi di eventuale riconversione delle aree.


L’utilizzo energetico di materiali che,se non correttamente smaltiti, avrebbero conseguenze negative per l’ambiente (come le deiezioni animali Secondo la definizione data dalla normativa vigente le biomasse sono rappresentate da “la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani”I comparti agricolo, forestale ed agroindustriale del territorio regionale possono fornire biomassa per sostenere due tipologie di filiera agro-energetica: quella della biomassa destinata alla produzione di biogas attraverso digestione anaerobica e quella della biomassa ligneo - cellulosica finalizzata alla combustione. In particolare per la produzione di biogas i residui provenienti dall’agricoltura possono essere rappresentati da: ▫ deiezioni animali: letame, liquame di allevamenti zootecnici (bovini bufalini, suini etc, ); ▫ scarti vegetali: residui inutilizzati degli insilati, scarti ortofrutticoli, etc.; ▫ residui agroindustriali: residui della lavorazione del settore lattiero caseario (siero), della trasformazione del pomodoro (buccette), sanse etc.;

Mentre per la filiera della biomassa ligneo - cellulosica i materiali utilizzabili provengono in genere.

da:

▫ biomassa derivante dalla gestione dei boschi di proprietà pubblica e privata (ramaglia di

cedui e fustaie);

▫ biomassa derivata da foreste a breve rotazione e da colture dedicate;

▫ residui delle industrie agroalimentari e/o della lavorazione del legno;

▫ biomassa da potature di imprese agricole o verde pubblico (ad es. potature di viti ed altri

sottoprodotti colturali erbacei ed arborei.) - parte organica della RU.


CONSIDERAZIONI:


La filiera ligneo- cellulosica

Proponiamo di non realizzare gli impianti che utilizzano biomasse (nella filiera ligneo- cellulosica.)

Non sono compatibili con uno sviluppo sostenibile per la Campania e il suo territorio. In Campania è forte e urgente l’esigenza di innalzare il livello di sostanza organica dei terreni, e quindi della fertilità per garantire un futuro, è necessario che il piano, vada nella direzione di privilegiare impianti che recuperino la frazione organica, per trasformarla in ammendante o fertilizzante. Ciò significa escludere alternative che, pur sembrando, compatibili sul piano ambientale, di fatto, contribuirebbero ad accelerare i fenomeni di degradazione e desertificazione.

Considerando l’alto stato di inquinamento in cui versano i territori Campani, e i processi di desertificazione in atto, non si può prescindere dal tener presente del fabbisogno di sostanza organica per il reintegro della fertilità perduta nei terreni agricoli regionali. Quindi non bisogna considerare la frazione organica unicamente come biomassa, cioè come una potenziale risorsa energetica sostitutiva dei combustibili fossili. L’Uomo si è evoluto non è rimasto all’era del fuoco! recentemente si è conseguita una valutazione scientifica approfondita in cui il ruolo della sostanza organica nel suolo è considerato un fattore di rilievo nella strategia complessiva di lotta al cambiamento climatico e alla desertificazione. La fertilizzazione dei suoli con la sostanza organica potrebbe facilitare la sottrazione di anidride carbonica dall’atmosfera, fissando il carbonio nel terreno. Un aumento dello 0,15% del carbonio organico nei suoli arabili Italiani potrebbe fissare nel suolo la stessa quantità di carbonio che oggi è rilasciata in atmosfera a causa dell’uso di combustibili fossili.

Recenti conferenze sul cambiamento climatico di Bonn e di Marrakech hanno sottolineato l’importanza del contributo dell’arricchimento ( o impoverimento) di sostanza organica nel suolo, al fine di impostare politiche di promozione delle pratiche di fertilizzazione organica e di recupero delle biomasse mediante compostaggio. Oltre all’effetto diretto sul “sequestro” di carbonio nel suolo, la fertilizzazione organica consente di sostituire almeno parzialmente la concimazione chimica (evitando il consumo di combustibili fossili per la loro produzione e lo sviluppo di altri gas serra, come il N2O, in conseguenza della loro applicazione); di migliorare la lavorabilità del suolo (risparmiando energia nelle lavorazioni principali e complementari); di migliorare la ritenzione idrica (diminuendo la richiesta di energia per l’irrigazione); di diminuire l’erosione e la conseguente mineralizzazione intensiva di sostanza organica negli strati superficiali ( che determinerebbe un ulteriore trasferimento di anidride carbonica nell’atmosfera nel bilancio complessivo). ( liberamente tratto da ”indicatori per una pianificazione territoriale ecosostenibile” di Giuseppe Messina)

www.files.meetup.com/206790/filiera%20biocombustibili%20SOLIDI.com



La filiera del biogas

Il processo di digestione anaerobica delle biomasse consiste in una serie di reazioni.

biochimiche di demolizione della materia organica in sostanze gassose semplici, dalla quale si

produce una miscela gassosa combustibile, appunto biogas, costituita essenzialmente da anidride. carbonica e metano (40 ÷70%). In realtà, il biogas rappresenta il prodotto intermedio della filiera. destinabile a vari usi finali previo trattamento di depurazione. L’utilizzazione più frequente è la trasformazione in elettricità e calore (cogenerazione), mentre ancora poco diffusa è la produzione. combinata di elettricità, calore e freddo (trigenerazione)Il quantitativo di biomassa di origine animale rilevato sul territorio regionale, comprendendo in tale definizione sia gli effluenti zootecnici che il siero residuo della lavorazione del settore caseario, per le sue caratteristiche chimico-fisiche e per la sua disponibilità rappresenta il substrato“tipo” per avviare il processo di aggregazione di una potenziale filiera del biogas. Il potenziale disponibile stimato in relazione all’impiego della sola biomassa di origine animale, al netto delle utilizzazioni agronomiche risulta pari a circa 20 MWe, e a oltre 21 MWt con una producibilità di circa 150.000 MWh/anno. Questo biogas sarà utilizzato dalle centrali site nella provincia di Caserta diminuendone cosi la sudditanza dal gas importato.

www.files.meetup.com/206790/SCHEMA%20filiera%20BIOGAS.DOC


Sviluppo delle fonti rinnovabili


Gli scenari tendenziali elaborati da ENEA, in alcuni casi, prevedono un incremento della.

produzione elettrica da fonte rinnovabile inferiore rispetto a quella che si ritiene oggettivamente conseguibile in Campania.

Viceversa, lo scenario ENEA appare leggermente ottimistico, in particolare nel breve termine (anno 2013) per quanto concerne lo sviluppo del solare termodinamico.

Gli scenari presentati si basano, per quanto riguarda lo sviluppo delle fonti rinnovabili nel settore elettrico, sulle ipotesi dello scenario attuale che vede il fotovoltaico con soli 1.5 w per abitante con una previsione di sviluppo fino al 2020 pari a soli 150 MW.

E’ opportuno precisare che, per quanto riguarda le fonti rinnovabili, le ipotesi.

corrispondono ad obiettivi minimi, che, in caso di evoluzione del mercato e/o delle tecnologie

particolarmente favorevoli, e dei fondi del “conto energia” che se ben pubblicizzati ed utilizzati, potrebbero sicuramente essere superati, in particolare nel caso del solare (sia termodinamico che fotovoltaico).



AZIONI: Promuovere e divulgare presso i Comuni e i Cittadini, (dare credito al Conto Energia).

Produrre energia da fonti rinnovabili, sole e/o vento, è il futuro.

Lo Stato, per adempiere alle disposizioni di Kyoto con il decreto del 19 febbraio 2007, denominato “Conto Energia”, utilizza i CIP 6 , una tassa del 7% che tutti paghiamo sulla bolletta Enel, voce A3, per finanziare con contributo chi realizza impianti da energie rinnovabili.

I contributi di “conto energia” vengono erogati per 20 anni, a secondo del tipo e della dimensione dell’impianto realizzato.

A sua volta l’ energia prodotta può essere utilizzata in auto consumo o venduta sul mercato dell’energia elettrica, quindi doppio guadagno: incentivi (per 20 anni) +auto -consumo o vendita ( oltre 40 anni.)


IL FOTOVOLTAICO


Il fotovoltaico è un settore di sicuro sviluppo che va però sostenuto ed incentivato, soprattutto per le piccole utenze che si sviluppino su strutture architettoniche esistenti, i mega impianti che tendono ad occupare suolo libero, in parte anche agricolo, vanno con fermezza limitati ed ostacolati.

Il futuro del fotovoltaico è ricco di buoni auspici, allo studio è un prodotto al mirtillo che funzionerà per fotosintesi clorofilliana, capace di produrre energia con la sola presenza della luce e non per solo irraggiamento; sono inoltre allo studio sistemi di captazione solare a minor impatto ambientale; i costi di produzione sono destinati a calare progressivamente nel tempo, in rapporto inversamente proporzionale alla diffusione del prodotto. Auspichiamo al giorno in cui la realizzazione degli impianti sarà ritenuta conveniente ed approcciabile anche senza gli incentivi statali.

Proponiamo di sostenere e diffondere il fotovoltaico, nella ricerca e nella sperimentazione, favorendo i piccoli impianti domestici, limitando la diffusione dei mega impianti industriali sul suolo libero.

www.files.meetup.com/206790/impianti%20fotovoltaico%20connessi%20alla%20rete%20elettrica.doc


L’EOLICO


Rispetto all’energia eolica la Campania è tra le regioni che ha investito maggiormente in questa fonte, ad oggi si contano circa 400 MW. già istallati, con una previsione di sviluppo fino al 2020 pari a 2458 MW.

A oggi, i 39 impianti eolici insieme ai 149 fotovoltaici,raggiungono i 464,8 MW.

Proponiamo anche in questo caso di sostenere e diffondere il microeolico a dimensione domestica contro il proliferare massiccio ed altamente impattante dei mega campi eolici la cui realizzazione va valutata razionalizzata e controllata sul tutto il territorio regionale con opportunità

www.files.meetup.com/206790/SCHEMA%20e%principio%20di%20funzionamento%2odi%2duna%20centrale%eolica.doc


LA GEOTERMIA


La Banca dei Dati Geotermici per la Campania ci dice che la nostra regione è caratterizza dalla presenza di vulcani recenti e attivi e da numerose manifestazioni termali, e che assieme alla Toscana ed al Lazio è una delle regioni italiane più importanti dal punto di vista geotermico.

La ricerca geotermica in Campania inizia negli anni ’50, nella zona dei Campi Flegrei e

nell’Isola d’Ischia; negli anni successivi l’AGIP e l’ENEL svolgono ricerche

prevalentemente indirizzate all’utilizzo elettrico in Campania individuando l’area di Mofete

(NA) ad alta entalpia.

La Banca Dati Geotermici riporta per la Regione Campania 98 pozzi e 56 sorgenti.

Proponiamo, data la disponibilità naturale della fonte geotermica nella nostra regione, in specie nei Campi Flegrei,di improntare studi atti ad individuare l’opportunità di realizzare centrali geotermiche nelle zone atte a riceverla e di promuovere e sovvenzionare anche impianti privati e per singole utenze.

www.files.meetup.com/206790/la%20MAPPA%20delle%aree%20di%interesse%20geotermico%20in%Campania.doc

Progetto TESLA


Pubblicizzazione presso i comuni del progetto TESLA

Il progetto TESLA si ripropone la realizzazione di centrali elettriche con pannelli fotovoltaici, attraverso un progetto di AZIONARIATO POPOLARE, per la distribuzione di energia elettrica a basso costo, in euro e Scec (vedi Associazione Masaniello)

Missione:

Il progetto si propone di realizzare impianti di produzione di energia elettrica da fonti

rinnovabili, in particolare da impianti fotovoltaici, senza escludere altre fonti in armonia con le leggi della natura.

Prodotti:

Conto Energia.

Il progetto TESLA , energia rinnovabile e democratica a basso costo

1) Disponibilità di spazi di proprietà regionale, comunale, come i tetti sparsi in tutte le città, per costruire gli impianti.


2) L’energia prodotta a basso costo, e remunerata anche con gli scec, sarà data alle famiglie meno abbienti, che potranno risparmiare il 50% sull’energia elettrica, una sorta di walfare comunale a costo zero per il comune.


3) La regione o i comuni potrebbero entrare con piccole somme nell’azionariato popolare del progetto Tesla, diventarne investitori, alla pari dei privati cittadini (consultare il progetto qui . Il che vorrebbe dire investimento produttivo delle risorse dei contribuenti e utilizzo di fondi europei, con rientro del capitale investito in pochi anni, guadagni garantiti per il comune per almeno 13/14 anni, in rapporto alla cifra investita, che vi ricordo servirà a costruire impianti fotovoltaici senza scopo di lucro, per distribuire energia elettrica a basso costo grazie agli scec, e creare nuovi posti di lavoro.

4) Le somme percepite dalla regione, comune,e cittadini, grazie all’investimento sul fotovoltaico, potrebbero essere rinvestite, per creare altri impianti, si innescherebbe un processo molto virtuoso.


La cooperativa non avrà scopo di lucro, creerà occasioni di lavoro per i disoccupati, non produrrà profitto ma felicità, noi non entriamo nel PIL ma nel FIL, Felicità Interna Lorda!


A tutti quelli che vorranno lavorare nel progetto saranno richiesti i seguenti requisiti:

Sorrisi

Stati d’animo positivi

Purtroppo su questo non faremo sconti
davideiacono 856 - days ago 
Giusto per aggiungere quello che accade ad Ischia.

La mia idea ,credo molto banale su un possibile piano fotovoltaico rapportato all'attuale piano metano.

Da premettere che qst cifre sul progetto metano sono date dall azienda ideatrice ed il comune d' ischia in maniera poco chiara ,personalmente credo siano di piu, però siamo ottimisti.....

Allora :
40milioni di euro+5000 allacci a non meno di 400euro + non meno di 500euro di consumi annui escludiamo la manutenzione.

Ricapitolando :per "servire" 5000 abitazioni dal 2005 (inizio lavori) non si sa "come" e "quando":
40.000.000 costo progetto
2.000.000 costo allacci
50.000.000 costo consumi annui in 20anni( e sono ottimista ,ma consapevole che il metano è in costante aumento).
TOTALE
92.000.000 di euro spesi (bruciati), i principi economici e di ricerca al miglioramento (bruciati).



Ora parliamo di "fantascienza" :
5000 abitazioni ben esposte al sole un impianto di 3kwp da 15000euro(prezzo dettato dal movimento d'investimento),tempi di realizzazione 1 anno.
75milioni di euro+ zero allaccio(hai già enel ) - 800euro annui di produzione all'abitazione - 1000euro annui all azienda investitrice

Allora ricapitolando :per "servire" 5000 abitazioni in 1 anno :
75.000.000 costo investimento
80.000.000 ricavo per le abitazioni in 20 anni
100.000.000 ricavo per l azienda investitrice

Riaccappottiamoci : con il metano ci si accolla una spesa in 20 anni di non meno di 100milioni di euro--------con il fotovoltaico si guadagnano 100milioni.


Ecco la forma di delirio economico - ambientale che ci si prospetta.


Spero di essere stato chiaro ................Ciao.
Francesco C. (Guest) 852 - days ago 
Quando si parla di Energia, bisogna affrontare il problema dai due suoi lati : Consumi e Approviggionamento.


I Consumi vanno ridotti il più possibile, attraverso metodi attualmente noti e attraverso ricerca scientifica ad-hoc per la continua riduzione della dissipazione energetica in sè.

A questo scopo propongo:

1) Illuminazione pubblica esclusivamente A LED, sul modello di molte

città italiane che hanno seguito l'esempio, primo al mondo,

di Torraca(SA) ; incenti ai privati per l'installazione di LED;

incentivi per la ricerca di tecnologia led sempre più efficiente;

incentivi generici per l'abbassamento dei prezzi della tecnologia

di lampade e lampadine a LED.

2) Case passive -> www.casepassive.it ;

Le nostre case consumano troppo : obbligo immediato da parte

di ogni nuovo edificio privato o pubblico che sia

di rispettare rigidamente le specifiche di "Edificio Passivo"

al fine di ottenere : notevole risparmio energetico; comfort nelle

varie stagioni.


Quanto all' Approviggiovamento, questo deve avvenire da fonti

quanto più rinnovabili ed eco-sostenibili possibile.

A tale scopo propongo:

- incentivi per ricerca scientifica in tecnologie più efficienti

(ad es. fotovoltaico "biologico al mirtillo", come da ricerca

Università Tor Vergata) ;

- elettricità e calore tramite BIOREATTORI / digestione_anaerobica

di qualsiasi biomassa si possa trovare sull'intero territorio;

- incentivi al minieolico privato/domestico;

- eolico e fotovoltaico per tutti gli edifici pubblici, sfruttando

le *capacità energetiche* naturali LOCALI ! ;

- geotermico ove disponibile alle migliori condizioni sul territorio.


Grazie per l'attenzione.


Saluti.


F.C.
pasquale buonadonna (Guest) 850 - days ago 
eliminazione di tutte le lampade tradizionale sia per le case sia per l'illuinazione pubblica e la sostituzione con lampadine a led capaci di far risparmiare all'incirca l'80% d'energia
Peppe Carpentieri (Guest) 850 - days ago 
Energia

L’energia è vita. L’uomo possiede tutte le conoscenze per usarla e trasformala in maniera eco-efficiente e sufficiente per i suoi bisogni, riparo, cibo, merci.
Occuparsi di energia, della sua “captazione” e “trasformazione” in senso ecologico significa mutare l’intero sistema di produzione industriale esistente e significa togliere potere, controllo e soldi a banche e lobby che hanno reso schiavi i popoli.
La trasformazione dell’energia nel settore industriale e civile è dipendente dalle fonti fossili (petrolio e gas). Il popolo italiano, per ignoranza diffusa, è costretto a pagare bollette salate per finanziare le lobby del potere nonostante non abbia bisogno alcuno di importare energia poiché in buona la spreca a causa dell’assenza di efficienza, nei trasporti e nelle abitazioni civili.

Prima fase: energia Passiva
Per tanto la prima rivoluzione energetica che tutti possono fare: eliminare gli sprechi in edilizia. Come? Diagnosi energetica: conosce l’utilizzo finale dell’energia ed intervenire con l’eco-efficienza cioè sostituire la fonte fossile con fonte rinnovabile.
L’applicazione di questa strategia consente di libere risorse monetarie utilizzate in precedenza per pagare gli sprechi ed investirle in lavori virtuosi come il risparmio energetico e finanziare l’intera ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente portando la “classe energetica” da “F” ad “A”, come sta avvenendo per il mercato degli elettrodomestici.

Seconda fase: energia attiva.
E’ stata scientificamente dimostrata la validità della fusione fredda. Ci sono alcune SpA che stanno sviluppando il progetto di produzione energetica in segreto. Si rende necessario restituire al pubblico il finanziamento e lo sviluppo industriale di macchina che trasformano l’energia con la fusione nucleare fredda poiché è noto che non produce inquinamento.
Altre SpA stanno commercializzando tecnologie rinnovabili: motori magnetici e pompe idroponiche.
Lo Stato ha tutto l’interesse di finanziare tecnologie eco-efficienti col fine di transitare da un sistema di distribuzione energetica centralizzata (monopoli-conflitti di interesse) ad un sistema di generazione distribuita (democrazia partecipata-autosufficienza).
La città: le unità urbanistiche, quartieri di 5000 abitanti, possono essere munite di piccole centrali ecologiche che producono energia e scambiare i surplus nella rete nazionale. Lo Stato non dovrà più pagare od essere ricattato dalle lobby straniere.

Le Regioni possono stimolare con sovvenzioni ad hoc la creazione di ESCO (Energy Service COmpany) ad azionariato diffuso di proprietà dei cittadini-utenti che eleggono il cda a base meritocratica. I profitti possono reinvestiti sulle opere pubbliche e sullo della ricerca (fusione fredda).
L’energia autoprodotta, nei suoi surplus, può essere vista come mezzo di scambio (“moneta”-acquisto) per i beni locali (cibo). Alcuni Distretti di Economia Solidale (DES) possono scegliere di scambiare i beni (energia, cibo) autoprodotti attraverso una moneta complementare deliberata dall’Ente Regione per evitare il debito pubblico.

Vantaggi: eliminazione degli sprechi, risparmio economico, riduzione dell’inquinamento, riduzione di rischi sanitari, partecipazione alla vita pubblica, miglioramento della qualità della vita, maggiore serenità e felicità: consapevolezza.
Francesco C. (Guest) 844 - days ago 
Voglio segnalare che proprio noi in Campania abbiamo un paesino che è stato PRIMO AL MONDO a convertire tutta l'illuminazione pubblica dall'incandescente al LED ! (non solo: usa anche il fotovoltaico...)

Sto parlando di TORRACA(SA), di cui si è parlato sia a livello internazionale(es. The Economist), sia Rai Report.

Fonte/Informazione : http://www.youtube.com/watch?v=58lBzdCVfi8


Ora, unendo LED + micro-fotovoltaico, si diventerebbe elettro-indipendenti almeno per l'illuminazione! (e almeno per ogni ciclo di 20 anni circa). Faccio un esempio : lampioni stradali a LED con pannelli fotovoltaici posti sopra.


Grazie per l'attenzione.


A presto.


Francesco C.
Vedo che su quest'argomento Energia siamo molto ferrati

per fare un sunto delle proposte direi

1) innanzitutto ridurre gli sprechi d'energia in tutti i modi possibili

2) in edilizia meglio effettuare una diagnosi energetica prima di effettuare una nuova costruzione

3) energia passiva e case passive per consumare il meno possibile avendo più categorie A come a Bolzano

4) sostituzione ed incentivazione delle lampade a LED che sono il futuro dell'illuminazione, non cè paragone nei consumi con le lampade a basso consumo, le battono in tutto e per tutto

5) spingere fotovoltaico eolico geotermico NO biomasse smantellamento di impianti nocivi a temodistruzione NO inceneritori

6) Progetto TESLA energia rinnovabile prodotta da tutti a basso costo

7) efficentamento energetico edifici pubblici

8) implementazione delle ESCO per ammortizzare investimenti e spese

9) restituire ai Terreni fertilità tramite la materia organica piuttosto che bruciarla


Ragazzi se siete daccordo potete copiare questi 9 punti ed aggiungere i vostri se non già menzionati che ne dite?
ho notato che che sul sito viene rimarcato giustamente il "NO" alle centrali nucleari
se siamo daccordo aggiungerei un appunto riguardo il brevetto del C.N.R.
sulla potenziale produzione di energia nucleare pulita, e smaltimento delle scorie nucleari mediante un impianto a ultrasuoni

sarebbe importante perchè il "NO" verrebbe circostanziato solo al nucleare radioattivo e con scorie

e sottolineeremo il "SI" al "nucleare sostenibile"

che ne pensate?
giacomo.faiella.jackal 842 - days ago 
si dice "NO" alle centrali nucleari in senso troppo generico

io approfondirei la questione
aggiungendo un "si" alla ricerca e alla sperimentazione
sul brevetto C.N.R.
per la produzione di energia nucleare senza radiazioni e scorie
mediante l'uso di ultrasuoni sul cloruro di ferro
e smaltimento delle scorie nucleari attualmente prodotte
mediante lo stesso procedimento

che ne pensate?
giacomo.faiella.jackal 842 - days ago 
scusate il quasi doppione ma pensavo che non avesse pubblicato

ciao
No al nucleare, ricordo una citazione ,non da poco : "siamo l' Arabia Saudita delle rinnovabili"!!!!!!
Abbiamo possibilità enormi di creare un piano energetico volto al produzione diffusa di energie rinnovabili capace di rendere la regione autonoma .
Non mi dilungo sull' impatto ambientale che arrecherebbe al nostro territorio già saturo e stanco .
Energie rinnovabili ,quello è il futuro Ambientale ed Economico, il tutto accompagnato da un efficiente politica diffusa sul risparmio energetico .
probabilmente non conosci questa sensazionale scoperta che nulla toglie al solare eolico ecc è "solo" una grande opportunità di catturare enrgia da un'altra fonte assolutamente pulita
in fondo anche il sole è una grande centrale nucleare naturale
dicendo no al nucleare in senso troppo generico dovremmo dire no anche all'energia solare ma di conseguenza anche all'eolico
dico solo di distinguere attentamente ciò che è in armonia con la natura e cosa esce "fuori fase" come giustamente aveva sottolineatotesla
le reazioni piezonucleari mi appaiono come qualcosa di assolutamente compatibile con quanto noi tutti asseriamo
energia sostenibile e pulita e per tutti
il trattamento ultrasonico ha oltretutto un valore aggiunto
ha in se la soluzione per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi fino ad ora prodotti dalle centrali attualmente in funzione
chiedo almeno di documentarci bene e non farciabbagliare troppo e solo dal sole
ciao
ps
l'arabia del solare è il deserto del sahara! :)
Genius (Guest) 796 - days ago 
Energia:


La fonte inesauribile che la Campania ha ha disposizione è l'Energia Geotermica.


I Campi Flegrei possono consentire con la costruzione di centrali eletriche alimentate da energia geotermica ( come avviene per le 33 centrali ENEL Green Power in Toscana e Lazio) a rendere AUTONOMA la regione dal punto di vista energetico e l'energia a bassa entalpia può essere utilizzata anche per il teleriscaldamento (esempio la citta di Ferrara).


La campania ha risorse in "abbondanza" ma senza investimenti resteranno inutilizzate ... sottoterra.


Cordialmente

Genius


Approfondimenti ai seguenti link:


http://www.energy.fan-club.it/il_potenziale_di_sviluppo_geotermico_dell_italia_n156094.html



http://comunedipartenope.it/blogs/genius/informazione-leale


Guest 598 - days ago 
è stato approvato in commissione ambiente ed energia del consiglio regionale della campania il DDL che praticamente recepisce in pieno il PEAR.

Accendiamo l'attenzione sull'esame in consiglio regionale di questo disegno di legge che contiene delle oscenità interpretative spaventose!!!

Alcuni articoli del DdL sono talmente vulnerabili sotto l'aspetto del diritto che potrebbero essere interpretati in qualsiasi modo, praticamente questa legge se passa, che all'apparenza sembra buona, è un lasciapassare incondizionato a fare quello che si vuole in campo energetico sia nel bene che nel male...ma chi tutela il bene!!!!???
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