vorrei portare alla luce alcune cose che, secondo me, vanno discusse:
1) elezione di un rappresentante (anche successivamente, basta che si faccia)
2) come verranno prese le decisioni critiche: sotto votazione? fiducia al rappresentante? e al momento delle votazioni all'interno del consiglio come ci si comporta?
Mancano due argomenti:
CAMORRA ed Immigrazione - Emigrazione
domenico (Guest), 106 - days ago
e perchè non anche "Partecipazione Popolare"?
Luigi Gallo Guest (Guest), 105 - days ago
Sono d'accordo mancano -Immigrazione e Politiche sociali
-Lavoro
-Altra Economia
andreabellavista, 104 - days ago
perché non c'è il tema fondamentale della partecipazione dei cittadini? perché si prevede uno specifico dedicato ai metodi e agli strumenti di informazione, confronto e decisione dei e per i cittadini su temi ed argomenti di primaria importanza quali il bilancio regionale e le norme urbanistiche?
la partecipazione è l'unico tema-argomento che può fare la differenza con la propaganda degli altri partiti! Se vogliamo differenziarci dalle solite logiche propagandistiche della partitocrazia dobbiamo necessariamente puntare, nei nostri programmi, alla introduzione di strumenti reali di democrazia partecipativa deliberativa dei cittadini su temi e questioni relative ai beni pubblici comuni e l'introduzione negli statuti degli enti locali (dai Comuni alle Provincie fino alla Regione) del referendum deliberativo senza quorum!
giovanni (Guest), 95 - days ago
ragazzi mi sembra che manchi il lavoro nel programma? o mi sbaglio?
paolanugnes, 75 - days ago
Proposte di pianificazione territoriale
Il suolo: risorsa strategica non rinnovabile
Il suolo rappresenta una risorsa strategica non rinnovabile che va preservata; un bene comune irrinunciabile ed inalienabile, regolatore del ciclo idrologico, riserva di acqua e di energia, filtro di potenziali inquinanti, fattore dell’equilibrio ambientale e delle biodiversità.
La tutela e la progressiva riduzione del consumo del territorio sono esigenza interna al concetto stesso di sopravvivenza
Il consumo del suolo, da parte di un’attività antropica da sempre rappresenta una forma di danno all’ambiente e all’ecosistema, ma negli ultimi decenni un nuovo modello aggressivo di sviluppo della città e del territorio ha aumentato in modo esponenziale la quantità di consumo di suolo utilizzato per usi insediativi, configurandosi una crescita della città sempre più complessa e confusa.
L’urbanizzazione è responsabile di 2/3 delle perdite di suolo agricolo, con l’aggravante che ben difficilmente i suoli ‘tappati’ da cemento e asfalto potranno mai tornare ad essere produttivi. E questo significa desertificazione, surriscaldamento, inquinamento, alluvioni, frane.
La Campania
Dati ISTAT del Censimento generale dell’Agricoltura evidenziano come la Campania abbia perso, nel corso dell’ultimo decennio, oltre 100.000 ettari di spazio rurale e naturale, una superficie quasi pari all’intera provincia di Napoli.
I risultati di una recente ricerca evidenziano come le superfici urbanizzate campane siano più che quadruplicate nel quarantennio 1960-2000, passando da 22.500 a poco meno di 94.000 ettari, a fronte di un incremento demografico dell’ordine del 21%.
Il sistema di aree verdi e la rete ecologica e rurale ancora presenti sono una risorsa strategica da tutelare e valorizzare per la vita, rappresentano un obiettivo imprescindibile all’interno di un piano complessivo di riqualificazione urbana ed ambientale.
La strada indicata attualmente dal Piano territoriale, la prospettiva del cosi detto “ Piano Casa”, il proclamato Forum delle Culture 2120 sono ipotesi di sviluppo a fronte di ulteriore utilizzo di superficie, di aggravio della capacità di carico del territorio, di spreco di risorse.
.
Proponiamo:
Indirizzi strategici relativi all’organizzazione territoriale di pertinenza regionale:
Proponiamo un’inversione di rotta per la tutela del territorio, imperniata sul riuso, recupero, ristrutturazione; sicurezza; edilizia passiva; uso delle fonti energetiche rinnovabili; ricucitura del tessuto urbano esistente, riqualificazione edilizia ed urbana, il nuovo, dove necessario sarà inteso prevalentemente quale innesto nell’esistente.
Un osservatorio del consumo del territorio
Alla luce di queste considerazione ogni livello amministrativo (comune, provincia, comunità montana, parco, regione, etc.) che gestisce un territorio attraverso gli strumenti di governo previsti dovrà provvedere ad istituire un osservatorio del consumo del territorio, da cui trarre un proprio bilancio ecologico in grado di misurare il livello di naturalità e lo stato delle risorse naturali del territorio.
Tale bilancio dovrà essere migliorato per obiettivi e non potrà mai essere aggravato neppure temporaneamente. Nessuna trasformazione e uso del suolo potrà incidere in senso negativo sul bilancio ecologico locale. Sarà a carico del soggetto pubblico titolare dello strumento di governo del territorio definire le modalità di regolazione e di gestione di tale bilancio ecologico, all’interno degli indirizzi strategici regionali.
Ripresa economica
Affidare la ripresa economica allo sviluppo dell’attività edilizia e, per questo “liberare” costruttori e proprietari immobiliari dalle regole dei piani urbanistici, ( piano casa) è come guidare contromano sulla strada che dovremo invece deciderci a percorrere.
Risorse economiche per il settore edilizio andranno all’opposto individuate ed indirizzate nei settori di maggior crisi, là dove la crisi è sempre un’ opportunità di cambiamento
Politiche ed iniziative contro il degrado delle periferie, gli scempi del paesaggio, a favore di politiche energetiche rinnovabili, in interventi di ecologia urbana in grado di ridurre il carico inquinante e di garantire una effettiva rigenerazione delle risorse ambientali riproducibili e, soprattutto verso la risoluzione della cronica carenza di una mobilità efficace ed ecologica.
Potranno essere queste le opportunità di una nuova economia del settore capace di innestare processi di riqualificazione e recupero che possano essere motori per una nuova ricchezza locale, radicata sostenibile diffusa e condivisa
Appare quindi del tutto opportuna una politica territoriale che riprenda in mano gli strumenti della pianificazione; che sappia fermare il Piano Casa e occuparsi di una sola grande opera: la manutenzione del territorio, la rottamazione edilizia e il rilancio di un’edilizia ecologica, verso consumo zero, un edilizia passiva che sappia recuperare dalle fonti rinnovabili, dal sole, dal calore e dalla frescura dell’aria, dell’acqua piovana, dalle risorse geotermiche, risorse da riutilizze ri-immettendoli nel proprio bilancio energetico. Ponendo l’azione in una precisa normativa di contenimento del consumo di suolo, analoga a quella presente in diversi Paesi europei, che può e deve essere promossa della Regioni, perché riguarda sue competenze specifiche, come l’ambiente e il paesaggio. Scelte peraltro ben conosciute dall’urbanistica italiana che le ha sperimentate da molti anni nelle migliori esperienze di pianificazione, ma che vanno oggi generalizzate prima che il consumo di suolo diventi un’ulteriore emergenza nazionale.
Partecipazione
Partendo dall’assunto che le esigenze di un Territorio e la ricerca delle soluzioni possibili non possano prescindere dalle esigenze, esperienze e dai contributi che provengono da quello stesso Territorio; assunto che solo con una partecipazione dal basso si possano definire le procedure di gestione per stabilire poi quali procedimenti attuare e quali realizzazioni.
Assunto che un processo di partecipazione è sempre un’ esperienza formativa di crescita per l'acquisizione del senso civico di appartenenza, di consapevolezza, cura e difesa del bene comune.
Il Movimento promuoverà e sosterrà la necessità di “laboratori di urbanistica partecipata” per l’attuazione dei piani particolareggiati e per ogni intervento urbanistico, su modelli già collaudati e/o su modelli sperimentali da definire.
Guest, 49 - days ago
ho letto il programma nazionale, alcune cose fanno inorridire...tipo:
Eliminazione dei contributi pubblici per il finanziamento delle testate giornalistiche
(in pratica avete condannato l'editoria che invece ha diritto a controbuti statali..vedi carta, altraeconomia, che grazie al lavoro di Grillo stanno scomparendo con questa cavolata delll'eliminaziionedel sussisido pubblico.--etc etc)
L'idea di uno Stato che sovvenzioni le testate giornalistiche secondo me è importante. Ed è una cosa da non rimuovere.
Se invece, come dice Grillo, si lascia tutto al "mercato", continuremo sempre a leggere le testate dei potenti che sul mercato vincono sempre
Grazie grillo, stai distruggendo le piccole testate, specie quelle delle cooperative
Inolte è assurda tutta la question etica sui cittaidni condannati che non possono fare i parlamentari, etc
E' puro populsimo (che quasi mi spaventa, ecco perchè molti di destra seguono grillo)
Da anni in italia le leggi su inceneritori, privatizzazione acqua, distruzione del territorio, inquinamento, precarietà del lavoro, dellaa scuola etc etc sono fatte da parlamentari che nn hanno condanne ma che sono puliti puliti....
non sono i precedenti penali dei nostri parlamentari (per quanto assurdo) ad essere il problem PRIMARIO, ma il fatto che i parlamentari sono al servizio delle lobby eocnomiche
Preferisco parlamentari condannati ma non schiavi diquesti potentati, che parlamentari con la fedian penale pulita che firmano e votano il decreto sulla privatizzazione dell'acqua, come succede oggi
Basta populismo
meetupnapoli, 49 - days ago
al Guest: il fatto che incensurati facciano brutte leggi non toglie che in parlamento siedono persone che non potrebbero fare un concorso pubblico, dove la fedina penale, ad esempio, conta. Sul fatto dei quotidiani pagati da tutti per far presenza (e spesso neanche quello) nelle edicole evidentemente hai idee diverse da me. Sai che il CORRIERE CANADESE riceve 2.582.284,50 euro? e il GLOBO 2.571.334,60 €, MOTOCROSS 516.456,90 €, MUCCHIO SELVAGGIO 516.456,90 € e così via? l'elenco completo, per far capire di che si parla, è qui: http://www.nonluoghi.info/nonluoghi-new/modules/news/makepdf.php?storyid=397
sei certo che questi finanziamenti siano tutela di democrazia? tu parli dell'esigenza della carta e io ti rispondo: finanziamo internet diffuso e che queste testate lavorino online (costo carta=0!) Informare x Resistere, su facebook, conta 117mila lettori e non costa nulla. sei certo che il costo di 2milioni e mezzo di euro al corriere mercantile produca la stessa informazione e abbia la stessa diffusione?
Bravo! bel lavoro :P
vorrei portare alla luce alcune cose che, secondo me, vanno discusse:
1) elezione di un rappresentante (anche successivamente, basta che si faccia)
2) come verranno prese le decisioni critiche: sotto votazione? fiducia al rappresentante? e al momento delle votazioni all'interno del consiglio come ci si comporta?
Mancano due argomenti:
CAMORRA ed Immigrazione - Emigrazione
e perchè non anche "Partecipazione Popolare"?
Sono d'accordo mancano
-Immigrazione e Politiche sociali
-Lavoro
-Altra Economia
perché non c'è il tema fondamentale della partecipazione dei cittadini?
perché si prevede uno specifico dedicato ai metodi e agli strumenti di informazione, confronto e decisione dei e per i cittadini su temi ed argomenti di primaria importanza quali il bilancio regionale e le norme urbanistiche?
la partecipazione è l'unico tema-argomento che può fare la differenza con la propaganda degli altri partiti!
Se vogliamo differenziarci dalle solite logiche propagandistiche della partitocrazia dobbiamo necessariamente puntare, nei nostri programmi, alla introduzione di strumenti reali di democrazia partecipativa deliberativa dei cittadini su temi e questioni relative ai beni pubblici comuni e l'introduzione negli statuti degli enti locali (dai Comuni alle Provincie fino alla Regione) del referendum deliberativo senza quorum!
ragazzi mi sembra che manchi il lavoro nel programma? o mi sbaglio?
Proposte di pianificazione territoriale
Il suolo: risorsa strategica non rinnovabile
Il suolo rappresenta una risorsa strategica non rinnovabile che va preservata; un bene comune irrinunciabile ed inalienabile, regolatore del ciclo idrologico, riserva di acqua e di energia, filtro di potenziali inquinanti, fattore dell’equilibrio ambientale e delle biodiversità.
La tutela e la progressiva riduzione del consumo del territorio sono esigenza interna al concetto stesso di sopravvivenza
Il consumo del suolo, da parte di un’attività antropica da sempre rappresenta una forma di danno all’ambiente e all’ecosistema, ma negli ultimi decenni un nuovo modello aggressivo di sviluppo della città e del territorio ha aumentato in modo esponenziale la quantità di consumo di suolo utilizzato per usi insediativi, configurandosi una crescita della città sempre più complessa e confusa.
L’urbanizzazione è responsabile di 2/3 delle perdite di suolo agricolo, con l’aggravante che ben difficilmente i suoli ‘tappati’ da cemento e asfalto potranno mai tornare ad essere produttivi. E questo significa desertificazione, surriscaldamento, inquinamento, alluvioni, frane.
La Campania
Dati ISTAT del Censimento generale dell’Agricoltura evidenziano come la Campania abbia perso, nel corso dell’ultimo decennio, oltre 100.000 ettari di spazio rurale e naturale, una superficie quasi pari all’intera provincia di Napoli.
I risultati di una recente ricerca evidenziano come le superfici urbanizzate campane siano più che quadruplicate nel quarantennio 1960-2000, passando da 22.500 a poco meno di 94.000 ettari, a fronte di un incremento demografico dell’ordine del 21%.
Il sistema di aree verdi e la rete ecologica e rurale ancora presenti sono una risorsa strategica da tutelare e valorizzare per la vita, rappresentano un obiettivo imprescindibile all’interno di un piano complessivo di riqualificazione urbana ed ambientale.
La strada indicata attualmente dal Piano territoriale, la prospettiva del cosi detto “ Piano Casa”, il proclamato Forum delle Culture 2120 sono ipotesi di sviluppo a fronte di ulteriore utilizzo di superficie, di aggravio della capacità di carico del territorio, di spreco di risorse.
.
Proponiamo:
Indirizzi strategici relativi all’organizzazione territoriale di pertinenza regionale:
Proponiamo un’inversione di rotta per la tutela del territorio, imperniata sul riuso, recupero, ristrutturazione; sicurezza; edilizia passiva; uso delle fonti energetiche rinnovabili; ricucitura del tessuto urbano esistente, riqualificazione edilizia ed urbana, il nuovo, dove necessario sarà inteso prevalentemente quale innesto nell’esistente.
Un osservatorio del consumo del territorio
Alla luce di queste considerazione ogni livello amministrativo (comune, provincia, comunità montana, parco, regione, etc.) che gestisce un territorio attraverso gli strumenti di governo previsti dovrà provvedere ad istituire un osservatorio del consumo del territorio, da cui trarre un proprio bilancio ecologico in grado di misurare il livello di naturalità e lo stato delle risorse naturali del territorio.
Tale bilancio dovrà essere migliorato per obiettivi e non potrà mai essere aggravato neppure temporaneamente. Nessuna trasformazione e uso del suolo potrà incidere in senso negativo sul bilancio ecologico locale. Sarà a carico del soggetto pubblico titolare dello strumento di governo del territorio definire le modalità di regolazione e di gestione di tale bilancio ecologico, all’interno degli indirizzi strategici regionali.
Ripresa economica
Affidare la ripresa economica allo sviluppo dell’attività edilizia e, per questo “liberare” costruttori e proprietari immobiliari dalle regole dei piani urbanistici, ( piano casa) è come guidare contromano sulla strada che dovremo invece deciderci a percorrere.
Risorse economiche per il settore edilizio andranno all’opposto individuate ed indirizzate nei settori di maggior crisi, là dove la crisi è sempre un’ opportunità di cambiamento
Politiche ed iniziative contro il degrado delle periferie, gli scempi del paesaggio, a favore di politiche energetiche rinnovabili, in interventi di ecologia urbana in grado di ridurre il carico inquinante e di garantire una effettiva rigenerazione delle risorse ambientali riproducibili e, soprattutto verso la risoluzione della cronica carenza di una mobilità efficace ed ecologica.
Potranno essere queste le opportunità di una nuova economia del settore capace di innestare processi di riqualificazione e recupero che possano essere motori per una nuova ricchezza locale, radicata sostenibile diffusa e condivisa
Appare quindi del tutto opportuna una politica territoriale che riprenda in mano gli strumenti della pianificazione; che sappia fermare il Piano Casa e occuparsi di una sola grande opera: la manutenzione del territorio, la rottamazione edilizia e il rilancio di un’edilizia ecologica, verso consumo zero, un edilizia passiva che sappia recuperare dalle fonti rinnovabili, dal sole, dal calore e dalla frescura dell’aria, dell’acqua piovana, dalle risorse geotermiche, risorse da riutilizze ri-immettendoli nel proprio bilancio energetico. Ponendo l’azione in una precisa normativa di contenimento del consumo di suolo, analoga a quella presente in diversi Paesi europei, che può e deve essere promossa della Regioni, perché riguarda sue competenze specifiche, come l’ambiente e il paesaggio. Scelte peraltro ben conosciute dall’urbanistica italiana che le ha sperimentate da molti anni nelle migliori esperienze di pianificazione, ma che vanno oggi generalizzate prima che il consumo di suolo diventi un’ulteriore emergenza nazionale.
Partecipazione
Partendo dall’assunto che le esigenze di un Territorio e la ricerca delle soluzioni possibili non possano prescindere dalle esigenze, esperienze e dai contributi che provengono da quello stesso Territorio; assunto che solo con una partecipazione dal basso si possano definire le procedure di gestione per stabilire poi quali procedimenti attuare e quali realizzazioni.
Assunto che un processo di partecipazione è sempre un’ esperienza formativa di crescita per l'acquisizione del senso civico di appartenenza, di consapevolezza, cura e difesa del bene comune.
Il Movimento promuoverà e sosterrà la necessità di “laboratori di urbanistica partecipata” per l’attuazione dei piani particolareggiati e per ogni intervento urbanistico, su modelli già collaudati e/o su modelli sperimentali da definire.
ho letto il programma nazionale, alcune cose fanno inorridire...tipo:
Eliminazione dei contributi pubblici per il finanziamento delle testate giornalistiche
(in pratica avete condannato l'editoria che invece ha diritto a controbuti statali..vedi carta, altraeconomia, che grazie al lavoro di Grillo stanno scomparendo con questa cavolata delll'eliminaziionedel sussisido pubblico.--etc etc)
L'idea di uno Stato che sovvenzioni le testate giornalistiche secondo me è importante. Ed è una cosa da non rimuovere.
Se invece, come dice Grillo, si lascia tutto al "mercato", continuremo sempre a leggere le testate dei potenti che sul mercato vincono sempre
Grazie grillo, stai distruggendo le piccole testate, specie quelle delle cooperative
Inolte è assurda tutta la question etica sui cittaidni condannati che non possono fare i parlamentari, etc
E' puro populsimo (che quasi mi spaventa, ecco perchè molti di destra seguono grillo)
Da anni in italia le leggi su inceneritori, privatizzazione acqua, distruzione del territorio, inquinamento, precarietà del lavoro, dellaa scuola etc etc sono fatte da parlamentari che nn hanno condanne ma che sono puliti puliti....
non sono i precedenti penali dei nostri parlamentari (per quanto assurdo) ad essere il problem PRIMARIO, ma il fatto che i parlamentari sono al servizio delle lobby eocnomiche
Preferisco parlamentari condannati ma non schiavi diquesti potentati, che parlamentari con la fedian penale pulita che firmano e votano il decreto sulla privatizzazione dell'acqua, come succede oggi
Basta populismo
al Guest:
il fatto che incensurati facciano brutte leggi non toglie che in parlamento siedono persone che non potrebbero fare un concorso pubblico, dove la fedina penale, ad esempio, conta.
Sul fatto dei quotidiani pagati da tutti per far presenza (e spesso neanche quello) nelle edicole evidentemente hai idee diverse da me.
Sai che il CORRIERE CANADESE riceve 2.582.284,50 euro?
e il GLOBO 2.571.334,60 €, MOTOCROSS 516.456,90 €, MUCCHIO SELVAGGIO 516.456,90 € e così via? l'elenco completo, per far capire di che si parla, è qui: http://www.nonluoghi.info/nonluoghi-new/modules/news/makepdf.php?storyid=397
sei certo che questi finanziamenti siano tutela di democrazia?
tu parli dell'esigenza della carta e io ti rispondo: finanziamo internet diffuso e che queste testate lavorino online (costo carta=0!)
Informare x Resistere, su facebook, conta 117mila lettori e non costa nulla. sei certo che il costo di 2milioni e mezzo di euro al corriere mercantile produca la stessa informazione e abbia la stessa diffusione?
ciao